seduti sul cesso | KTTB A Tutto Tondo verso parolamia
martedĂŹ, 11 marzo 2008
Il-pensatore-di-Rodin



Di Spot Anatomy amo la coralità e l'entusiasmo.

Mi è piaciuto il coraggio con cui si sono messi in gioco realizzando uno spot.
Sì, proprio loro che sezionano i commercial altrui sotto lenti di ingrandimento impietose, ironiche senza alcuna soggezione reverenziale verso chi le ha prodotte.

Lo confesso, ho un debole per questo loro spirito.



Non voglio tanto giudicare il loro esordio da un punto di vista tecnico. Non avrebbe senso.
Un ottimo critico letterario può anche non essere  ottimo poeta sin dal primo componimento.
Ma questo non toglie nulla alla sua competenza in veste di critico.
Ottuso e meschino è il poeta che rinfaccia al critico letterario l'ingenuità del suo primo esperimento.


Mi limito a dare qualche suggerimento per limare alcuni aspetti che non mi hanno convinto.
Il giovane dovrebbe osservare al microscopio uno spot. Ora sembra che guardi  un vecchio film.
La metafora sessuale scelta è un po'  border line con  il "cattivo gusto". Di conseguenza la recitazione andrebbe alleggerita.  Anche perché il punto di arrivo (è un trans) non è esattamente lieve.
Più sfumature e meno cliché narrativi, quindi.
Lei (il trans) non si piega mostrando il culo in modo così evidente.
Il protagonista non fischia come un camionista di Avignone.
Le non si lecca il dito come una piadinara di Sorbolo. Si muove con l'ingenuità di una vergine e ha  occhi di cerbiatta. Deve far scattare pulsioni protettive e di tenerezza prima che "scoperecce".
Questo renderà lo sviluppo finale un po’ meno prevedibile.
"l’ingenua fanciulla in fiore è in realtà un maschione"
è più interessante, secondo me, rispetto a
"non è una ninfomane bensì un trans allupato"
Questo perché "l'affamata di cazzi" è più immagine/immaginario  "maschile" che femminile.
Di conseguenza,  l’accostamento “affamatadicazzi+transessuale”
è barocco  più che sorprendente.
Infine, l’ultimo suggerimento copy.
Io chiuderei con:

Non farti sedurre dalle apparenze.
Spot Anatomy
La pubblicità al microscopio

E’ più breve, chiarisce il senso della metafora e meglio si salda con la missione  di spot anatomy:
coscienza critica per aprirci gli occhi davanti alla pubblicità.
Riprovateci mes amis â˜ș


postato da: KTTB alle ore 06:20 | Permalink | commenti (2)
categoria:pubblicitĂ , seduti sul cesso
lunedĂŹ, 10 marzo 2008
Ancora una volta il buon Sebastian mi ha lasciato incasinato il  "cesso su cui è stato seduto"
Ha scelto l'otto marzo per affermare, in sintesi:
 “perché non vinciamo a Cannes?” Perché da voi la pubblicità è poco “femmina”.

Roby, il più indignato, ha replicato:

"E' assurdo associare la capacità professionale con il sesso. Sia esso maschile o femminile. Continuo a pensarla così e credo di pensarla bene."

Sono d'accordo con Roby su questo punto:  è  assurdo associare la capacità professionale con il sesso. Di conseguenza, se un settore professionale coinvolge le donne almeno al 50%
dovrebbe esprimere la stessa percentuale anche nei ruoli chiave.
Consideriamo allora le prime 20 agenzie italiane.
Quanti sono i direttori creativi donna alla guida di un reparto?  10?

Se sono meno siamo sotto media
Quante sono le donne Presidenti? Amministratori Delegati?  Direttori Finanziari? 10?
Se sono meno siamo sotto media.

Se  un settore che dovrebbe essere dinamico e creativo, sembra omologato ad altri tradizionalmente conservatori (vedì Giustizia, vedi Sanità, vedi Politica) nell'applicazione delle pari opportunità,
significa che è poco dinamico, poco creativo, molto ingessato.
A meno che non si pensi che le donne siano poco portate per questo lavoro.
Ma il fatto che costituiscano almeno il 50%  della forza lavoro ci allontana da questa tesi.

D'altra parte, l'accusa di Sebastian non è isolata.
A novembre, il  World Economic Forum ha pubblicato la sua classifica annuale
che fotografa l'accesso  a risorse e opportunità per uomini e donne.
E' una classifica che potete leggere QUI , ed è mondiale. (A pagina sette del "Global Gender Gap")
Vi anticipo un dato: l'Italia è scesa all'84° posto.
Se guardate i paesi che ci precedono, forse proverete un po' d'imbarazzo.
Buon pomeriggio :)


postato da: KTTB alle ore 13:25 | Permalink | commenti (10)
categoria:societĂ , seduti sul cesso
sabato, 08 marzo 2008
Seduti sul cesso è lo spazio che deve nome e  vita a Sebastian de La Ville, un copywriter per metà dell’Alto Adige (da parte di padre) e francese per il resto. Ha scelto questo discutibile titolo per la sua rubrica perché, come ama dire “il cesso è l’unico spazio al mondo che ricompensa i miei sforzi”.

Il-pensatore-di-RodinDurante la mia assenza, Fabiowski ha scritto alcune precisazioni riguardo alla campagna realizzata dalla sua agenzia (Horace&Kidman) per di Pietro e ripresa nella mia rubrica, un paio di settimane fa. L’ospite che mi dà spazio ha già risposto, io vorrei però fare un’aggiunta: finire nella mia rubrica non è necessariamente un demerito. Voi sapete in quale considerazione io tenga il cesso. E’ uno dei rarissimi angoli di consapevolezza in cui abbiamo la chiara percezione di “da dove veniamo” e “cosa stiamo facendo”.
Un luogo Zen nel quale possiamo ascoltarci  per quello che siamo e dove viene naturale focalizzare l’attenzione  più su noi stessi che sul risultato. Ciao Fabiowski â˜ș

Chiarito questo punto,  oggi vorrei darvi la mia opinione su una domanda che vi fate spesso:
 “perché non vinciamo a Cannes?” Perché da voi la pubblicità è poco “femmina”
Oui, oui, già vi sento snocciolare il nome di tutte le vostre colleghe.
Ma quante sono direttori creativi? Eppure non devono essere malaccio.
Erano femmes, mi pare, le due che hanno vinto a Cannes l’oro tra i giovani, l'anno scorso.
E  femmes erano pure quelle che vinsero la volta prima, nel 2002.
Datemi retta, se volete migliorare la vostra comunicazione…cherchez la femme.
E parlo anche di spirito, leggiadria, leggerezza.
Qui, in Italia
la pubblicità
è sicuramente maschile
non tanto perché mira a fottere
ma perché è convinta
di farlo benissimo.
Non fa che spogliare le donne
anche quando
non se ne vede la ragione.
Usa un linguaggio militare
obiettivi, strategia, tattica
e predilige i toni da caserma.
Adora le iperboli
promette mari e monti
mediamente dura trenta secondi.
Buon otto marzo ;)
Au revoir

postato da: KTTB alle ore 07:29 | Permalink | commenti (18)
categoria:pubblicitĂ , seduti sul cesso
martedĂŹ, 26 febbraio 2008
Seduti sul cesso è lo spazio che deve nome e  vita a Sebastian de La Ville, un copywriter per metà dell’Alto Adige (da parte di padre) e francese per il resto. Ha scelto questo discutibile titolo per la sua rubrica perché, come ama dire “il cesso è l’unico spazio al mondo che ricompensa i miei sforzi”.

Il-pensatore-di-RodinHo sempre seguito con interesse le vicissitudini elettorali dei miei cuginetti italiani e, da vecchio copywriter,  mi piace analizzare i testi con cui i vostri uomini politici si presentano agli elettori. Comincio  dal macellaio  della vostra grammatica, l’uomo che non ha mai infilato un congiuntivo  in vita sua. Il ciclone di Tangentopoli  si ripresenta nella veste che gli è più congeniale: forza di pulizia.
Immagine 2Capisco che non abbia la faccia per indicare nuove frontiere, sogni e grandi ideali ma, mon Dieu, è proprio necessario evocare questa apocalisse  della bistecca? Grasso malato e carne marcia mi precipitano in un mare nero di lucreziana memoria, dal quale riemergo spolpato.

Grande curiosità per il debutto del dream team. Mi riferisco alla triade Saatchi&Saatchi, Pirella e   Mc Cann Roma che dovrebbe far decollare il sogno di Veltroni.  Tre agenzie mi sembrano un po’ troppe. La pensa come me Ermete Realacci, responsabile comunicazione del PD. Nel presentare i soggetti che compariranno in 5830 manifesti d’Italia, ha precisato: “abbiamo scelto da soli, senza guru o agenzie. Solita confusione sinistra.

pensate-a-quale-paese
voltate-paginacambiate-l-italiaI titoli mi sembrano elegantemente inconsistenti. Un fioretto svolazzante e autocompiaciuto, per gratificare i convinti. Del tutto inutile, secondo me, sul bersaglio decisivo: gli indecisi.


6x3-manifesto-rialzati-italiaIl Cavaliere appare meno confuso.  Ha scritto i titoli e scelto il lettering. Usa la sciabola ( e ti pareva). Non è elegante, ma molto più incisivo anche se è il canino della rivincita quello che gli vedo scintillare inquietante nei sorrisi da sondaggi.


Immag011Il bravo ragazzo incanutito, mi riferisco al cocotte delle mamme, non rischia dicendo qualcosa che tutti pensano: “è ora di aiutare le famiglie”.  Quando e come?  Nell’ Italia di domani.  Mi ricorda il “vuelva usted manana” “torni domani”, cantato dal giornalista spagnolo Larra nel XIX secolo.  Les italiens si sono fermati lì. Più che romantico mi pare decadente.

Immagine 2Concludo abbandonando la politica per una campagna televisiva che mi ha rimescolato dentro. Guardatela e mi capirete. La protagonista ha un’ espressione così struggentemente ineffabile, quasi avesse perso qualcosa:
un amore, il senso della vita, un venticello arcano. Chissà?
Lui, invece, il lubrico addentatore di polpa rossa, mi pare che abbia perso una cosa sola: l’ultimo dei neuroni. Au revoir mes amis!





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categoria:politica, pubblicitĂ , seduti sul cesso
sabato, 09 febbraio 2008
Seduti sul cesso è lo spazio che deve nome e  vita a Sebastian de La Ville, un copywriter per metà dell’Alto Adige (da parte di padre) e francese per il resto. Ha scelto questo discutibile titolo per la sua rubrica perché, come ama dire lui:
 “il cesso è l’unico spazio al mondo che ricompensa i miei sforzi”.
Il-pensatore-di-RodinBien retrouvée mes amis. Dopo un trimestre sabbatico in Martinica mi ritrovo a passare da Milano e salutare i miei amici biscotti (cOOkies) prima di tornare alla amata Marsiglia. Come francese non posso che adorare il Rugby. E mi fa quindi molto piacere constatare che anche in Italia è diventato uno sport più seguito del calcio.

Immag145Un tifoso del Milan non riconoscerebbe Kakà contorto in questo modo. Ma evidentement Mirco Bergamasco è più conosciuto di qualunque calciatore di successo. E poi…che dire  del mirabile simbolismo banca flessibile & rugbista disossé et kamasutré?  Non diciamolo.

ikeaDico invece che mi ha messo molta tristezza vedere Ikea ridotta così. Una volta dava “più spazio alle idee”.  Ora usa 13 parole in affissione per ripetere due volte che offre la  qualità a un buon prezzo.  Qualunque sia la motivazione di questa virata, non è un bel segno.

Immagine 5Sfogliare la free press nel vagone non ha scacciato la malinconia:
“nuova seat ibiza: sei abbastanza veloce per lei?” Ma andava di corsa il copy? 
E’ una campagna sociale a favore dell’eiaculatio precox? E il peggio deve ancora venire.
Qualche pagina più in là mi attende al varco 
Paris Hilton con un invito sfuggente quasi quanto il suo sguardo.

parishiltonChi è il "con" che ha inventato il trend cattive ragazze? E l’art che per evocarne le ombre luciferine ha messo le corna alla “O”?  Il vostro Giurì ha fatto sospendere la campagna in cui Siffredi celebrava le virtù della patatina. Ma nessuno si sconcerta per questo incitamento alla prostituzione:
vivi il tuo tempo alla Paris HIlton.  I membri del Gran Giurì sono davvero piccini.

In piazza Cadorna ho trovato un cielo azzurro meraviglioso. Purtroppo anche questo poster:

costantino
sei metri per tre da cui mi pare di comprendre che il Made in Italy ha fatto di Costantino un vessillo.  In hoc signo vinces?
Lasciatemi invece ringraziare pubblicamente la Fiat per questa  cartina della città pubblicata sulla free press.
Immagine 6Così mi è stato facile trovare la cOOkies e salutare kttb & friends.
Concludo da dove ero partito: il rugby.
Mirco BergamascoPubblico questa immagine non solo per la gioa delle lettrici di kttb, ma per ricordare ai cuginetti che domani, contro l'Inghilterra, nemmeno la parte migliore di Mirco Bergamasco vi servirà molto.
Au revoir :)




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categoria:pubblicitĂ , seduti sul cesso
domenica, 21 ottobre 2007
Seduti sul cesso è lo spazio che deve nome e  vita a Sebastian de La Ville, un copywriter per metà dell’Alto Adige (da parte di padre) e francese per il resto. Ha scelto questo discutibile titolo per la sua rubrica perché, come ama dire “il cesso è l’unico spazio al mondo che ricompensa i miei sforzi”.

seduti sul cessoAspetto la metropolitana. Fisso questo manifesto da diversi secondi e continuo a non capirlo. Forse vuole dire che se non ti puoi permettere un bagno decente subito, fai meglio ad accontentarti di un cesso. Io, lo sapete, sono sensibile all’argomento. Lo eleggo subito reginetto della settimana. Ma continuo a non capire la gallina.


seduti sul cesso
Vado avanti a guardarmi intorno, il mio treno non arriva. Un’ altra perla rara mi attende. Non è tanto il key visual a colpirmi. E’ il pay-off che non schivo in tempo: conoscitori di sguardi. Quanta poesia, quanta profondità nell’underground milanese.
Mi chiedo cosa passi per la testa dei pubblicitari milanesi di questo periodo ma sfogliando l’inserto del Corriere vengo folgorato dalla verità.



intimo

Ma non adagiamoci sugli allori, guardiamo oltre. Cosa combinano in Spagna a cinque mesi dalle elezioni?  I candidati  hanno cominciato a sparare le prime cartucce. Zapatero vs il leader conservatore, Mariano Rajoy. Il premier socialista ha scelto la strada dell'informalità e dell'autoironia scherzando sul suo noto difetto di pronuncia (fa suonare le d finali come zeta). Vediamolo.


Amico lettore, se temi i confronti, fermati.
postato da: KTTB alle ore 00:38 | Permalink | commenti (3)
categoria:seduti sul cesso
domenica, 14 ottobre 2007
Seduti sul cesso è lo spazio che deve nome e  vita a Sebastian de La Ville, un copywriter per metà dell’Alto Adige (da parte di padre) e francese per il resto. Ha scelto questo discutibile titolo per la sua rubrica perché, come ama dire “il cesso è l’unico spazio al mondo che ricompensa i miei sforzi”.

seduti sul cesso 3

La Sanità in Italia non ha motivi per sorridere. Ma il MInistero compie 30 anni e, anche se gli resta parecchio altro da compiere, sta spendendo un milione e cinquecentomila euro per informarci di questa ricorrenza. Perché?
Era necessario?  Non mi scandalizza la cifra, ma l’inutilità dell’operazione.
Se il Ministero della Sanità ha ritenuto ci fosse bisogno di una campagna, perché non ha speso questi soldi per raccontarci cosa è stato fatto? Non c’era niente da dire? Beh, allora a maggior ragione non capisco cosa ci sia da sorridere. E qui nascono, inevitabili, le domande sulla strategia creativa, sull’agenzia. Mon Dieu, la Sterpaia! Monsieur Toscani autrefois. Non mi piace parlarne male. Gonfia il suo ego. “che ne parlino male purché se ne parli” è la sua filosofia creativa. Una filosofia che trent’anni fa aveva  senso e merito. Quando il pretore Salmeri che bloccava la campagna per i Jeans Jesus (Pirella e Toscani) era lo stesso che mandava al rogo “Ultimo Tango a Parigi” (guardatelo oggi, è ancora una meraviglia)  è chiaro che finire sotto certi mirini diveniva una nota di merito. Ma oggi  la “provocazione” è all’ordine del giorno.  Mi pare ci voglia molto più coraggio nell’esibire “austerità” e “rigore” se mi passate questi termini antichi.

L’infermiera dalle gote rosse, carnosa sineddoche di una Sanità dal volto amico, mi ricorda Jeanne Samary, attrice della Comédie Française e mia passione impossibile. Posso incontrarla solo al museo. Questo struggimento mi rende inidoneo a dare un giudizio tecnico sul visual della campagna.

Immagine 7
Ma il copy: “pane amore e sanità”, cosa vuol dire? Io credo che Toscani sia “scopyato” Gli serve un copywriter, è ormai evidente. Ne ha un bisogno disperato. E noi, se abbiamo un cuore, dobbiamo aiutarlo. Approfitto dell’assenza di Kttb (in questo momento sarà a Firenze) per inoltrare un appello dal suo Blog.
Save Toscani. Save the world. Lanciamo una campagna, tutti insieme, e diamo a Toscani quello che gli manca. L’uso della parola. Una parola buona, possibilmente. Chi comincia? Buona domenica.
Sebastian de La Ville







 
postato da: KTTB alle ore 12:26 | Permalink | commenti (2)
categoria:seduti sul cesso
domenica, 07 ottobre 2007
Seduti sul cesso è lo spazio che deve nome e  vita a Sebastian de La Ville, un copywriter per metà dell’Alto Adige (da parte di padre) e francese per il resto. Ci segnala solo le campagne palesemente sbagliate perché, secondo lui, feriscono tutti. E, soprattutto, fanno male al nostro lavoro.
Ha scelto questo discutibile titolo per la sua rubrica perché, come ama dire lui:
“il cesso è l’unico spazio al mondo che ricompensa i miei sforzi”.

Campagna Snai
Nella foto potete vedere due soggetti dell’ultima campagna Snai. Non serve commentarle, credo. E’ più interessante leggere il comunicato stampa che le sostiene. La terza immagine non è un soggetto della campagna, l’avrete capito.
Ma ben mi rappresenta, giusto pochi secondi prima che faccia l’unico utilizzo sensato di questo comunicato e dei relativi allegati. Putain! Se la pensate come me, scrivetelo a questi indirizzi:
giovanni.fava@snai.it
comunicazione@adicorbetta.org

E ora il comunicato. Leggetelo seduti, come me.
Porta la firma di Oliviero Toscani la nuova campagna pubblicitaria di Snai S.p.A., iniziata il 1 ottobre scorso: sotto la direzione artistica di uno dei più famosi fotografi e creativi contemporanei, ha preso vita un concept innovativo, che ruota intorno a immagini di grande impatto visivo e a un linguaggio evocativo di un mondo giovane, fatto di passione e di voglia di vincere, tutto però ricondotto a livello di gioco e di divertimento, di come dovrebbe essere l’atto di scommettere.
Questa visione, sotto la direzione di Oliviero Toscani, è stata realizzata dai ragazzi del laboratorio di comunicazione “La Sterpaia” che, oltre a elaborare i diversi claim, hanno giocato alternativamente nel ruolo di soggetti e fotografi: la campagna vuole rappresentare personaggi comuni, non “modelli”, e il ricorso agli stessi creatori ha fatto sì che i protagonisti risultino i più spontanei possibile.
Anche il linguaggio si allinea al target: si vuole raggiungere un contesto giovanile, composto prevalentemente da scommettitori sportivi attuali e potenziali, che funga poi da traino per gli scommettitori più tradizionali. E allora ecco che le immagini sono accompagnate da giochi di parole che ruotano intorno a modi di dire giovani, frizzanti, autoironici, dove emerge una passione spontanea e positiva, quella di scommettere semplicemente per gioco.
Il grande comunicatore si cimenta con i giochi e le scommesse facendo nascere immagini di alto impatto visivo, abbinate al linguaggio giovanile e soprattutto “fuori dal coro”

postato da: KTTB alle ore 00:08 | Permalink | commenti (12)
categoria:seduti sul cesso
sabato, 22 settembre 2007
GalassiaBuon giorno a tutti. Ho deciso di utilizzare questo spazio che KTTB mi ha offerto, perché dopo anni di lavoro tra Parigi e Marsiglia, ho più voglia  di commentare la pubblicità che farla. Parlerò solo delle campagne palesemente sbagliate e quindi brutte, perché nella mia vita di tutti i giorni sono costretto a farne solo di giuste. E io odio la routine.  Anticipo la vostra  prima domanda. Il nome di questa rubrica nasce da una considerazione poco romantica, forse, ma autentica. Il cesso è l’unico posto al mondo che ricompensa i miei sforzi. Questo ancoraggio positivo mi ha indotto, col passare del tempo, a trascorrere diverse ore al giorno in questo luogo. Risparmiatevi il sarcasmo. Le agenzie italiane in cui si lavora oggi non sono meglio. Per lo meno io sto nel Mio cesso. E seduto, comodamente, scrivo, sfoglio libri e giornali, di tutto il mondo. La campagna (?) che propongo oggi non l’ho trovata su una rivista al trade slovena, ma in un periodico italiano molto importante. Invito tutti, a commentarla insieme, seduti anche voi sul cesso. Un commentario collettivo, uno sforzo all’unisono, con un obiettivo nobile: evitare le campagne sbagliate. Perché? Perché feriscono, non solo chi le commissiona o è costretto a farlo. Fanno male al nostro lavoro. Lo mandano a putain (come diciamo dalle mie parti). Ma non basta dire è brutta. Se vogliamo liberare il mondo da questa  brutta piega dobbiamo saper dire perché è sbagliata. Chi comincia?
postato da: KTTB alle ore 12:54 | Permalink | commenti (8)
categoria:seduti sul cesso
sabato, 22 settembre 2007
Il-pensatore-di-RodinSeduti sul cesso è la  prima rubrica non subbuteocentrica che prende  vita su questo blog.  Deve accenti e nome  a Sebastian de La Ville un copywriter per metà dell’Alto Adige (da parte di padre) e francese per il resto. Faccio molta fatica a restare serio quando parlo con lui e non perché sia particolarmente brillante. In realtà è una delle persone con meno senso dell’umorismo che abbia mai incontrato. Ma è il suo tono cantilenante che mi cattura. Sembra di ascoltare   Gustavo Thoeni  con la erre moscia di Platini. Magari, in futuro, vi darò qualche altra informazione su Sebastian. Per ora mi limito a cedergli la parola, nel prossimo post. E’ il primo week-end, da un mese a questa parte, in cui posso farmi i beati cazzi miei. Hallelujah come direbbe (Mizio)
postato da: KTTB alle ore 12:50 | Permalink | commenti (4)
categoria:seduti sul cesso
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