Leggo e riporto il senso di un post pubblicato su makinads.blogspot.com
del 5 maggio, in cui si danno utili consigli per i colloqui.
(Sullo stesso blog, segnalo anche il post di venerdì 9 maggio, nel quale sono riportate le impressioni del blogger e di un art Y&R di Chicago, il giorno dopo la Portfolio Night).
Shhhhh
Quando ti siedi di fronte alla persona che esaminerà il tuo book
sentiti libero di scambiare qualche convenevole ma, una volta che ha aperto il tuo portfolio , resisti all’impulso di parlare.
Non chiacchierare. Non spiegare. Non commentare.
Rispondi alle domande, ovviamente.
E arrivati alla fine del tuo book, chiedi pure commenti e consigli.
Ma il tempo della visione del tuo porfolio è un momento di silenzio.
Nessuna introduzione tipo: “qui la strategia era..:”
La strategia dovrebbe essere evidente.
Non è un protocollo. E’ solo buon senso.
Quando parli a qualcuno che sta cercando di esaminare le tue campagne
(anche se sono solo visive) l’effetto è lo stesso di questo video.
Grazie all' adci, 80 giovani creativi e/o aspiranti potranno mostrare il proprio portfolio a tre direttori creativi. Succederà domani, al Nabar, a partire dalle 17.00. Il programma ufficiale lo trovate QUI
Spero che Zarathustra non mi accusi ancora di buonismo se, sempre nell'ottica "possibili consigli", posto l'esperienza di un'altra copywriter alla PN londinese 2007.
Portfolio Night London
È aprile dell’anno scorso quando scopro che esiste la Portfolio Night.
In Italia non la fanno, ma a Londra sì.
È davvero un’occasione unica: ho la possibilità di fare vedere i miei lavori ai più importanti direttori creativi delle più importanti agenzie inglesi (e quindi delle più importanti agenzie del mondo), spendendo solo 10 pound.
Insomma: voglio andarci. Faccio tutte le cose che devo fare: seleziono le campagne che mi piacciono di più, le traduco, l’art me le reimpagina, e sono pronta.
È l’inizio di maggio e arrivo a Covent Garden. Da sola.
Prima cosa da evitare a Londra: andare da ‘single’. I DC vogliono vedere le coppie. Su tre direttori che ho visto, due mi hanno chiesto dove fosse il mio art, con il terzo mi sono trattenuta dal dire che si era sentito male, e mi sono dichiarata ‘single’ solo perché gli altri due DC lo sapevano.
Ma non è stato però quello ‘il problema’.
Il feedback che ho ricevuto da tutti e tre i direttori creativi è stato, come doveva essere, più sul mio portfolio che sul mio ‘stato civile’.
Tanto per iniziare nessuno dei tre era interessato a vedere campagne finalizzate.
Vogliono vedere le idee. Vogliono i concetti.
Non importa se la campagna è vera o meno.
Preferiscono dei rough, ma integrati all’interno di una strategia.
È come un concetto o un’idea sia stretchabile in una campagna integrata che interessa (e più creativi sono i media su cui lo declini meglio è).
Perché il futuro (sarebbe meglio dire il presente) è nelle campagne integrate.
Me l’hanno ripetuto tutti e tre. Lo vediamo ogni anno a Cannes.
E, a proposito di Cannes, sull’aereo del ritorno non ho potuto fare a meno di chiedermi se quello sguardo un po’ compassionevole, che mi hanno riservato quando sedendomi dicevo che ero italiana, fosse solo un mio ‘complesso d’inferiorità’ o dipendesse dalle figure che non facciamo a Cannes. Non lo so.
So solo che tutti quelli con cui ho parlato mi hanno chiesto la stessa cosa:
ma cosa succede alla pubblicità in Italia?
Il nuovo consiglio direttivo adci, eletto solo 51 giorni fa, è riuscito a organizzare anche per l’Italia questo evento che in altre parti del mondo è giunto alla sesta edizione. Gli 80 posti disponibili sono andati via in pochissimo tempo. Cosa che fa riflettere sulla “fame”, sul bisogno di un’occasione del genere. Che consigli si possono dare ai giovanissimi che GIOVEDI' avranno l’opportunità di incontrare tre dei migliori direttori creativi italiani?
Ci provo io, e prego altri senior di dare un contributo.
1) Fate una selezione impietosa. La tendenza (umana e comprensibile) è di mettere tanto, troppo.
2) Scegliete gli annunci perché rappresentano le vostre potenzialità, quello che siete, non solo perché sono usciti. I giornali pubblicano tutti i giorni pessime campagne. Alla vostra età non avete responsabilità delle campagne approvate. Ma cosa inserire nel vostro portfolio dipende solo da voi.
3) Mettere poche cose (ma buone, secondo voi) aiuterà il colloquio. Eviterà perdite di tempo. Sfruttate ogni secondo per ascoltare i consigli, più che per difendere le vostre idee. Avrete di fronte ottimi copy e ottimi art, non junior account. Se sollevano delle obiezioni è estremamente probabile che il vostro annuncio abbia dei buchi. A voi serve capire quali. Non raccontarvi che non ci sono.
4) L’obiettivo massimo (il sogno) è che uno dei tre DC riconosca in voi stoffa e temperamento per fare questo lavoro e che il colloquio abbia un seguito. Ma l’obiettivo minimo (e non dovete fallirlo) è che tutti e tre i DC vi diano feedback utili, a migliorare il vostro lavoro e, di conseguenza, il vostro portfolio.
5) Non abbiate paura. Fatela la famosa domanda: “da quello che vedi, secondo te ho possibilità di fare bene questo lavoro?”. Probabilmente è questo che volete sapere soprattutto.
Da chi ha provato questa esperienza a Londra, lo scorso anno, mi arrivano le seguenti indicazioni:
A) più attenzione e interesse per “concept” ampi e declinabili in operazioni di comunicazione integrata
B) Meglio un concept raugh che una banalità o un’idea zoppicante impaginata e finalizzata benissimo
C) Più possibilità di sviluppi per le giovani coppie creative che per i “single”
Nota conclusiva
Del costo e dei motivi di questa PN italiana si è parlato molto e abbiamo anche avuto tutti i chiarimenti (preziosi) da Alex Brunori.
Se avessi 25 anni di meno (oggi) avrei speso quei 40 euro. Lo scrivo perché alcuni giovani mi hanno posto la domanda in questi termini.
Il Segretario dell’ ADCI, Gianguido Saveri, ha lasciato il seguente commento al post di qualche giorno fa: "Confermo che i 40 Euri del "biglietto" corrispondono esattamente alla quota di iscrizione all'Art Directors Club Italiano (come "Studente ADCI"). Infatti chi compra il biglietto diventa "Studente ADCI" per tutto il 2008.
Questo significa che la partecipazione alla PortfolioNight 6 è a tutti gli effetti gratuita.
Chi si vuole iscrivere all'ADCI, ha ben 3 modi per farlo!
Vedere:
http://www.adci.it/dev/informazione.asp?infid=21
(e non ridite che il sito fa schifo, lo stiamo rifacendo da zero, sarà online a settembre, assiema tutto il resto...)
:-)"
Io ho l’impressione che mi sfugga qualcosa. Provo a rifletterci.
“La partecipazione alla portfolionight è a tutti gli effetti gratuita”
ci conferma Gianguido Saveri.
Però bisogna pagare 40 euro per partecipare.
“Sì, ma quella è la quota annuale per iscriversi all’ADCI come “studente adci”
E se volete solo partecipare alla Portfolio Night ma non vi interessa essere
uno ”studente ADCI”?
E’ una domanda priva di senso.
Ci sono ben tre motivi per i quali vale la pena essere “studenti ADCI”. Come fate a non desiderarlo?!
Sono andato a cercare i tre motivi, anche se parte dell’url segnalato da Gianguido Saveri mi inquietava: http://www.adci.it/dev/informazione.asp?infid=21
Non ho trovato nessuna buona ragione. Solo le tre tipologie di membri:
membro standard, membro sostenitore e membro studente.
Provo allora io a darvi qualche buona ragione per spendere questi 40 euro:
1)credo (e spero) che questo vi dia diritto ad avere l’annual gratis
2)credo (e spero) che vi faccia ricevere inviti a mostre e vari eventi organizzati dalll’ADCI
3)credo(e spero) vi dia la possibilità di partecipare anche ai momenti comuni del club (assemblea e giurie per l’annual escluse).
4)Essere soci studenti può darvi la possibilità di incontrare quegli stessi direttori creativi che magari braccate da mesi per un colloquio. E se siete spigliati, o vi inventate qualcosa, magari riuscite a strappare un appuntamento.
Mutate mutandis, è un po’ come dare a un giovane sceneggiatore l’accesso ai party di Hollywood.
5) Sono sicuro che come soci “studenti ADCI” potrete partecipare alla PortfolioNight. Altrimenti non potrete beneficiare di questa opportunità. (e questo mi pare un po' una forzatura, ma pare non abbiate scelta)
Prima di versare i 40 euro, verificate i primi 3 punti. Inoltre, poiché Gianguido Saveri precisa che "chi compra il biglietto diventa "Studente ADCI" per tutto il 2008, tenete presenteche state pagando 40 euro per 7 mesi anziché 12. Quindi, pretendete annual e inviti.
Il consiglio direttivo ADCI è nuovo e ha un lavoro enorme da svolgere. Nessuno è pagato per farlo e quindi si deve avere un po' di pazienza. Gli avvertimenti che vi ho dato non sono inviti a diffidare, quanto a chiarire prima. Per evitare equivoci che sono sempre spiacevoli.
Ciao :)
p.s.
Alex Brunori (socio del consiglio direttivo) ha appena postato un commento al post precedente con ulteriori informazioni e chiarimenti.
A Londra ne paghereste 15. Ad Amsterdam 16. A Barcellona 25.
Persino a Boston, NY e LA spendereste meno.
Ma che importa. Certe opportunità vanno colte, non è vero?
E poi, lo sanno tutti, abbiamo i migliori creativi del mondo.
La Portfolionight sbarca finalmente anche in Italia, ma forse ci hanno presi per il Principato di Monaco.
Non sono al corrente di quale astrusa alchimia abbia portato alla decisione di chiedere 40 euro per mostrare il portfolio a dei direttori creativi e ascoltare i loro suggerimenti. Spero ci sia un errore, mi auguro che adinitaly.blogspot.com abbia postato un pezzo impreciso.
Aspetto una smentita, in tempi brevi.
Viceversa sarebbe una richiesta economica poco opportuna in un paese in cui i creativi sono i meno pagati d’Europa. Certo, è possibile che mi sbagli. Non sono aggiornato sulle remunerazioni albanesi, croate, maltesi e di qualche altra nazione trainante del nostro movimento. Ma stiamo parlando di quasi 80 mila lire. Mi chiedo: i direttori creativi che avrebbero accettato (continuo ad auspicare il condizionale) di prestarsi a questa costosa liturgia sono al corrente della cifra? Di certo dovrebbero sapere che i giovani creativi, non solo gli aspiranti ma anche quelli che si chiamano junior o assistant, non dispongono di molta liquidità. Dovrebbero saperlo perché io continuo a vedere junior e assistant che arrivano da 3, 4 stages in grandi agenzie e non sono mai stati pagati.
Tutti pallisti? Una sindrome di mitomania sta colpendo i creativi nati a partire dall’82?
Se questa storia si rivelasse vera, mi riprometto di organizzare la "NotteSalvaPortafoglio” con tutti i direttori creativi che vorranno darmi una mano.
Lo so che indignarsi è fané e incazzarsi volgare ma dovreste, secondo me. Soprattutto se siete molto giovani e morite dalla voglia di fare il copywriter, l’art, il grafico, il web designer, il “creativo” insomma.
Se invece lo trovate un atteggiamento sterile, non produttivo, affrettatevi a staccare un biglietto.
Il link è QUI. Sono soldi vostri.
Mancano solo 23 giorni alla data (8 maggio).