politica | KTTB A Tutto Tondo verso parolamia
giovedì, 24 aprile 2008
Chi vorresti ci fosse a gestire un'emergenza nazionale? Hillary Clinton torna a giocare questa carta. L'aveva fatto alcune settimane fa con lo spot in cui il famigerato telefono rosso suonava nella notte. In questo caso richiama crisi come il crollo di Wall Street del '29, Pearl Harbor, lo scontro sui missili russi a Cuba e Osama Bin Laden. Su you tube il video è stato visto 50 mila volte in due giorni e il giudizio dei navigatori non è buono. Il che non significa che lo spot non sia invece efficace su altri target, raggiunti con la TV. Tocca infatti un tema cruciale per gli elettori meno giovani è più conservatori. Da video come questi parrebbe che Hillary Clinton stia puntando a quell'area che preferisce i democratici sui temi dell'economia ma ha il cuore a destra riguardo  a sicurezza e valori morali.

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lunedì, 14 aprile 2008
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categoria:politica, societĂ , il sorriso delle 5
sabato, 12 aprile 2008
Nicola Piepoli, per chi non lo conoscesse, è uno dei pionieri dei sondaggi
e delle ricerche di mercato in Italia. Al tempo stesso (e malgrado questo, mi viene da aggiungere) è uno degli uomini più creativi, non convenzionali e intelligenti che abbia mai conosciuto. Una miniera inesauribile di energia. L’ho raggiunto telefonicamente ieri sera, verso le otto e mezza, mentre stava andando all’aeroporto.


Nicola Piepoli
Quante elezioni hai monitorato in vita tua?
Attivamente una ventina. Non trattandosi di panini alla nutella, direi che sono parecchie.

Hai colto qualche differenza significativa rispetto alle precedenti?
Insieme alle elezioni del 2006 è stata l’elezione che ha visto meno partecipazione “emotiva”. Il motivo risiede nell’attuale legge elettorale. I candidati sanno già se saranno eletti, in base alla posizione che i loro capi gli hanno assegnato in lista. La stragrande maggioranza dei candidati non ha quindi una motivazione per smuovere il tessuto sociale.

Tra Berlusconi e Veltroni, secondo te chi ha comunicato meglio?
Sicuramente Veltroni, che ha saputo parlare all’immaginazione, al cuore, oltre che alla mente. Aveva una grossa palla al piede che non l’ha aiutato. Mi riferisco al Governo Prodi che ha chiuso con un 21% di fiducia. Un valore bassissimo. L’altra palla al piede se l’è cercata. Inserire i radicali ha spostato il baricentro verso sinistra. I manuali di Marketing Politico indicano di lavorare al centro del “bacino di utenza” perché è più ampio, c’è un maggior numero di voti da prendere. Secondo me Veltroni ha fatto un errore da questo punto di vista. Voi pubblicitari direste che ha sbagliato positioning.

Chi vincerà?
Lo schieramento di Berlusconi, non ho dubbi.

Hai mai sbagliato previsioni di questo tipo?
Se indichi le tendenze e non i numeri assoluti, è impossibile sbagliare.

Senti, visto che il mio blog è letto da una piccola comunità, te la senti di darmi qualche numero assoluto?
… 45%, anzi no, 44% Berlusconi, compreso il 6% della lega.
Veltroni si fermerà al 38%.

Cosa ci fai all’aeroporto?
Sto spendendo 250 euro per venire a votare a Milano. E ancora sono indeciso.

Provo ad aiutarti. Se ti trovassi in metropolitana, durante un attentato terroristico, con il vagone pieno di fumo, la gente urlante ma la necessità di mantenere la calma per trovare un’uscita e portare in salvo più persone possibili…quale tra i candidati vorresti avere al tuo fianco in quel vagone?
Uhm…ottima domanda. Chi mi da più sicurezza. Direi Di Pietro.

Perché proprio lui?
Perché è un gendarme nato. E i gendarmi rassicurano.



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categoria:politica, comunicazione
giovedì, 10 aprile 2008
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giovedì, 10 aprile 2008
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categoria:politica, comunicazione, societĂ 
giovedì, 03 aprile 2008
Immagine 4non mi assomigliawonderbrasafetyline


Questo è l'unico fotogramma dell'intero video che mi faccia sorridere. Il resto mi fa incazzare.
PD
Perché mi fa incazzare il video?
La differenza tra "We can" e "si può fare" esprime secondo me tutta la distanza che c'è tra i due sistemi, i due paesi. Noi critichiamo tanto l'America ma lì le battaglie civili si fanno e si vincono. Da quelle storiche contro le case farmaceutiche, le assicurazioni, le multinazionali del tabacco a quelle più quotidiane.
Se una scuola ha dei professori di merda i genitori si uniscono e fanno saltare gli insegnanti che non valgono a costo di fare uno sciopero degli allievi e autogestirsi le lezioni. Con gli immaginabili sacrifici da parte di tutti i genitori.  Qui parli con la Preside che ti dice: "la situazione mi è nota ma ho le mani legate".
"We can" ha un soggetto,  impegna.

"Si può fare" non impegna e non responsabilizza nessuno
"Si può fare" è l'intercalare totemico di una società votata "all aumma aumma" più che al "mumble mumble"

Io adoro i visionari, ma non sopporto chi copia le visioni altrui. Il manierismo. I plagiatori.
Andando oltre Moretti,  mi verrebbe da dire a Veltroni:
per favore, non ti chiedo di dirmi qualcosa di sinistra, ma qualcosa  di originale.
Che non abbia detto Kennedy, Martin L. King, John Lennon e nemmeno Bob Marley.
Lo so che è difficile essere originali ma provaci, cazzo.
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categoria:politica, pubblicitĂ , il sorriso delle 5
giovedì, 13 marzo 2008
Un paio di "flame" appiccatisi in altre stanzette (post “dopo l’otto marzo” e “seduti sul cesso” dell’ otto marzo) mi spingono a  tornare su una questione che non dovrebbe essere considerata  "femminista".
E' un’ occasione mancata. Mi riferisco alla questione delle pari opportunità.
Roby e Conte Ugolino, fate i bravi, il vostro parere l’ho compreso ed è nei commenti.
Ora vorrei sentire qualche parere femminile.

gioconda un cazzo                                      (Gioconda un cavolo. C'è poco da ridere.)

In Italia le donne non hanno ancora le stesse chances degli uomini.
Qualcuno ha parlato di sociologia, di ambiente, di genetica.
Di minore attitudine al comando o di minore necessità di comandare.

Io non credo che il volersi affermare in una professione
sia determinato necessariamente dal bisogno di essere capi.

Ma al di là delle opinioni ed esperienze personali
sono i numeri, i dati oggettivi che dovrebbero fornirci delle indicazioni.
L'Italia è un paese che non eccelle nel mondo per le pari opportunità.
Non è una mia opinione.
Leggete  il  “Global Gender Gap Report" e osservate la nostra posizione in classifica a pagina 7. E considerate i paesi che ci precedono.

Immagine 2

Il "fenomeno" si replica anche nel nostro settore, la pubblicità,
che mi aspetterei molto più dinamico.
E’  stato obiettato, che le pubblicitarie sono ormai più degli uomini.
Probabilmente è vero. Ma, a maggior ragione, se sono oltre il 50%, perché non ritroviamo la stessa percentuale tra i presidenti di agenzia, tra gli amministratori delegati, tra i direttori creativi?
E quando cito queste cariche, invito a soffermarsi sulle prime 20 agenzie italiane.
Perché?  Per una questione di "ponderata". 20 agenzie gestiscono l'80% del mercato pubblicitario.
Se poi andassimo  a considerarle dal punto di vista della "mega conglomerazioni"
magari scopriremmo che alla fine sono tre i gruppi che gestiscono oltre il 65% del mercato pubblicitario, e che per cambiare le condizioni di questo mercato non è necessario mettere cento persone intorno a un tavolo.
Sia che si parli di pari opportunità, sia che si discuta  di altre questioni.

In tutto questo, dov'è la politica? Cosa pensano di fare concretamente i partiti per aiutare la par condicio anche nelle opportunità di carriera  per le donne?
Continueranno a considerare la baby sitter e la colf come un lusso,
non deducibile dall'imponibile?
Continueranno a pensare che per una donna (ma anche per un uomo) sia semplice
creare una famiglia lavorando entrambi?
Vorrei che le persone che mi stanno chiedendo il loro voto mi parlassero di questo, anziché discutere l’evidente inopportunità  di candidare Ciarrapico al Parlamento.
(mavaffanculova!)

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categoria:politica, pubblicitĂ , societĂ 
martedì, 26 febbraio 2008
Seduti sul cesso è lo spazio che deve nome e  vita a Sebastian de La Ville, un copywriter per metà dell’Alto Adige (da parte di padre) e francese per il resto. Ha scelto questo discutibile titolo per la sua rubrica perché, come ama dire “il cesso è l’unico spazio al mondo che ricompensa i miei sforzi”.

Il-pensatore-di-RodinHo sempre seguito con interesse le vicissitudini elettorali dei miei cuginetti italiani e, da vecchio copywriter,  mi piace analizzare i testi con cui i vostri uomini politici si presentano agli elettori. Comincio  dal macellaio  della vostra grammatica, l’uomo che non ha mai infilato un congiuntivo  in vita sua. Il ciclone di Tangentopoli  si ripresenta nella veste che gli è più congeniale: forza di pulizia.
Immagine 2Capisco che non abbia la faccia per indicare nuove frontiere, sogni e grandi ideali ma, mon Dieu, è proprio necessario evocare questa apocalisse  della bistecca? Grasso malato e carne marcia mi precipitano in un mare nero di lucreziana memoria, dal quale riemergo spolpato.

Grande curiosità per il debutto del dream team. Mi riferisco alla triade Saatchi&Saatchi, Pirella e   Mc Cann Roma che dovrebbe far decollare il sogno di Veltroni.  Tre agenzie mi sembrano un po’ troppe. La pensa come me Ermete Realacci, responsabile comunicazione del PD. Nel presentare i soggetti che compariranno in 5830 manifesti d’Italia, ha precisato: “abbiamo scelto da soli, senza guru o agenzie. Solita confusione sinistra.

pensate-a-quale-paese
voltate-paginacambiate-l-italiaI titoli mi sembrano elegantemente inconsistenti. Un fioretto svolazzante e autocompiaciuto, per gratificare i convinti. Del tutto inutile, secondo me, sul bersaglio decisivo: gli indecisi.


6x3-manifesto-rialzati-italiaIl Cavaliere appare meno confuso.  Ha scritto i titoli e scelto il lettering. Usa la sciabola ( e ti pareva). Non è elegante, ma molto più incisivo anche se è il canino della rivincita quello che gli vedo scintillare inquietante nei sorrisi da sondaggi.


Immag011Il bravo ragazzo incanutito, mi riferisco al cocotte delle mamme, non rischia dicendo qualcosa che tutti pensano: “è ora di aiutare le famiglie”.  Quando e come?  Nell’ Italia di domani.  Mi ricorda il “vuelva usted manana” “torni domani”, cantato dal giornalista spagnolo Larra nel XIX secolo.  Les italiens si sono fermati lì. Più che romantico mi pare decadente.

Immagine 2Concludo abbandonando la politica per una campagna televisiva che mi ha rimescolato dentro. Guardatela e mi capirete. La protagonista ha un’ espressione così struggentemente ineffabile, quasi avesse perso qualcosa:
un amore, il senso della vita, un venticello arcano. Chissà?
Lui, invece, il lubrico addentatore di polpa rossa, mi pare che abbia perso una cosa sola: l’ultimo dei neuroni. Au revoir mes amis!





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categoria:politica, pubblicitĂ , seduti sul cesso
domenica, 10 febbraio 2008
Anche TUTTOSCEMO.COM ha un'eminenza grigia.  Un "grande vecchio" alle spalle che ne sta indirizzando i passi verso quella che, ne siamo certi, sarà una luminosa carriera politica.

Orsotopottolo
L'avrete senz'altro riconosciuto tutti. Sopra la spalla sinistra (destra per chi guarda) di TUTTOSCEMO c'è Orsotopottolo, l'orsetto di peluche che solitamente giace nelle mutande di Mizio e che prima di Natale era stato rapito e mutilato di un orecchio. Ed è proprio lui, Orsotopottolo, il grande stratega  che si avvia a portare  TUTTOSCEMO in Parlamento. L'intervista scoop di Mizioblog lo ha del resto già anticipato. Il geniale ideatore della bufala che ha messo nel sacco molti giornalisti, si presenterà alle elezioni, il prossimo aprile. Tramonta l'UDC. Sorge l'astro dell' UGC.

p.s.
Tuttoscemo, lascia che io faccia per te quello che  Seguelà e Bob Lasagna hanno fatto rispettivamente per Mitterand e Berlusconi. 

Per chi non lo avesse visto, ecco il video.


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categoria:politica, comunicazione, societĂ 
venerdì, 08 febbraio 2008
Perché ci pensiamo troppo, anche se è l'ultimo dei nostri problemi. Perché sarebbe come se l'Acquapozzillo si chiedesse: "perché non vinciamo la coppa dei campioni?". Perché dovremmo ricominciare dai fondamentali prima di coltivare "velleitari sogni di gloria". Perché il primo "fondamentale" del nostro lavoro è l'entusiasmo. Ma il secondo è una determinazione quasi feroce nel difenderlo. E non vale solo nel nostro lavoro. Perché facciamo parte di un sistema in cui pochissimi credono ancora in questi due fondamentali. E se avete qualche dubbio, guardate questo video, e chiedetevi perché noi non abbiamo mai visto cose di questo tipo in Italia, né le vedremo in aprile. Sì può fare qualcosa? Io penso di sì. Prometto di parlarne entro lunedì.


Lyrics

It was a creed written into the founding documents that declared the destiny of a nation.
Yes we can.
It was whispered by slaves and abolitionists as they blazed a trail toward freedom.
Yes we can. Yes we can.
It was sung by immigrants as they struck out from distant shores
and pioneers who pushed westward against an unforgiving wilderness.
Yes we can. Yes we can.
It was the call of workers who organized;
women who reached for the ballots;
a President who chose the moon as our new frontier;
and a King who took us to the mountain-top and pointed the way to the Promised Land.
Yes we can to justice and equality.
(yes we can, yes we can, yes we can, yes we can...)

Yes we can to opportunity and prosperity.
Yes we can to opportunity and prosperity.
Yes we can heal this nation.
Yes we can repair this world.
Yes we can. Si Se Puede
(yes we can, yes we can, yes we can, yes we can...)

We know the battle ahead will be long,
but always remember that no matter what obstacles stand in our way,
nothing can stand in the way of the power of millions of voices calling for change.
We want change!
(We want change! We want change! We want change...)

We have been told we cannot do this by a chorus of cynics who will only grow louder and more dissonant.
We've been asked to pause for a reality check.
We've been warned against offering the people of this nation false hope.
But in the unlikely story that is America, there has never been anything false about hope. We want change!
(We want change! I want change! We want change! I want change...)

The hopes of the little girl who goes to a crumbling school in Dillon are the same as the dreams of the boy who learns on the streets of LA;
we will remember that there is something happening in America;
that we are not as divided as our politics suggests;
that we are one people;
we are one nation;
and together, we will begin the next great chapter in America's story with three words that will ring from coast to coast;
from sea to shining sea - Yes. We. Can.
(yes we can, yes we can, yes we can, yes we can, yes we can, yes we can, yes we can, yes we can...)


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categoria:musica, politica, comunicazione, societĂ 
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