marketing | KTTB A Tutto Tondo verso parolamia
martedì, 05 febbraio 2008
I Winter X Games che si sono tenuti ad Aspen, settimana scorsa, hanno scelto un'agenzia di Richmond (Virginia) per le attività  di comunicazione. Più sotto trovate i viral realizzati mentre QUI potete collegarvi al sito fulcro dell'operazione.
L'idea "creativa" è stata di creare un alone di terrore intorno alla Butter Milk Mountain, in linea con le recenti teorie esposte dal  guru del Cynical Marketing, quel  Philip J. Porro di cui Mizioblog sta traducendo il primo saggio che verrà pubblicato in Italia.
A mio parere, l'idea è mediocre e, anche a guardare i numeri su you tube, non mi pare si possa parlare di un travolgente successo. E' forse già in declino la stella di  Porro?
Non mi stupirebbe.
Sono almeno tre anni che il Professor Manfredi, il grande teorico del Random Marketing, sostiene l'inadeguatezza del cynical marketing (noto anche come marketing della paura) in una società che non ha ancora assorbito il trauma delle torri gemelle. In attesa del confronto diretto tra queste due prime donne del New Marketing, giudicate voi viral, strategia e applicazioni del cynical marketing.


postato da: KTTB alle ore 09:06 | Permalink | commenti (4)
categoria:comunicazione, marketing, cynical marketing, random marketing
giovedì, 31 gennaio 2008
Qual è la ricetta per un viral di successo? Parlare di sesso?  taggare parole arcane come cazzoculofigatette?
Sono interrogativi gravi, me ne rendo conto. Ma dopo P.J. Porro, G. A. Manfredi e A. Suzzi, salutiamo l'avvento di un nuovo maitre a penser del Marketing moderno.
E' tuttoscemo.


postato da: KTTB alle ore 07:51 | Permalink | commenti (4)
categoria:comunicazione, marketing, pubblicitĂ , societĂ 
lunedì, 21 gennaio 2008
Dagli USA mi arriva la segnalazione di questa campagna che ha attirato l'attenzione di tutti gli addetti ai lavori e sta avendo molto successo, malgrado il budget di produzione ridotto. Io ci vedo lo zampino  di Philip J. Porro. Chissà se Mizio può confermarcelo. (ammesso che si sia ripreso dalle partite a Subbuteo di ieri).
postato da: KTTB alle ore 08:30 | Permalink | commenti
categoria:comunicazione, marketing, pubblicitĂ 
sabato, 19 gennaio 2008
Ancora una volta devo ammetterlo. Non merito i miei lettori. Non cessate di sorprendermi e, ahimé, surclassarmi. Sia culturalmente, sia  intellettualmente. Nella  conversazione indotta dal mio post sul Random Marketing  (in risposta al Cynical Marketing) è comparsa anche Markettara che, con assoluta non chalance mi ha colto in contropiede calando il suo carico da undici: un dotto riferimento al Trans Marketing.
Trans Marketing Workshop -foto ricordo                          (Trans Marketing Workshop - Toyota's Academy, Tokyo)


Sarò onesto: non conosco A. Suzzi.
Però ho letto in tempi recenti alcuni articoli che facevano riferimento al trans marketing. E ne sono rimasto affascinato. Da quello che ho compreso (erano in inglese e piuttosto specialistici) "trans" non sta solo per "trasparenza" ma è un richiamo  al metodo dell'analisi transazionale.
In questo senso va anche inteso il richiamo alla trasparenza:
il nuovo comunicatore assume un ruolo maieutico tra marca e consumatore rendendo i valori (reali e latenti) della prima, trasparenti per il secondo.
Scopi essenziali del trans marketing:
-indagare il comportamento della marca e del target rispetto ad essa

-comprendere le motivazioni per cui, a volte, il consumatore si sente a disagio davanti alla comunicazione proveniente da una marca

-individuare le modalità più opportune per evitare conflitti tra la marca (con i suoi inevitabili obiettivi economici) e i consumatori, al fine di introdurre l’armonia anche in un processo normalmente basato sul pragmatismo.
“Io marca sono ok, tu, consumatore sei ok.Ma insieme siamo più OK."

Grazie Markettara per il tuo intervento, hai elevato questo Blog (normalmente ”Sorrisi&Cazzoni”) a vette probabilmente mai sfiorate. Meno male che domani posso tornare a bassa quota:
sfida con  Mizio a Subbuteo!

postato da: KTTB alle ore 19:59 | Permalink | commenti (2)
categoria:comunicazione, marketing
venerdì, 18 gennaio 2008
Se non è una delle sue formidabili bufale, Mizioblog sta traducendo uno dei più innovativi libri di marketing dell’anno e ieri ne ha postato l’introduzione. A un certo punto, il geniale  autore  P. J. Porro,  pone una domanda centrale, alla quale si risponde con una semplicità disarmante:
come si può fare in modo che la gente continui a comprare beni che non le servono e a soddisfare bisogni assolutamente inutili? Semplice: cambiando il modello di Marketing, che non deve più basarsi sul concetto di gratificazione e ricompensa (se compri questo bene sei una persona realizzata socialmente), bensì deve far leva sulla potenza della minaccia e sul deterrente della frustrazione.

J.P. Porro - The Art Of Cynical MarketingIl Cynical Marketing si basa proprio su questi due sentimenti: paura e frustrazione. Per questo è più efficace del vecchio tipo di Marketing. Pensate infatti che sia più facile ottenere risultati promettendo una cosa in più a qualcuno che ha già tutto, oppure minacciandolo di togliergli quel tutto che lui ha? E’ un fatto di motivazioni. Cercherò di farvi un esempio. Fate conto di prendere due uomini nelle stesse condizioni, in buona salute e della stessa età, e di farli gareggiare in una corsa. Mettete in palio però due cose diverse. Al primo uomo, se vincerà, regalerete l’ultimo modello di lavastoviglie e lo eleggerete il tipo più cool del quartiere. Mentre all’altro, se si aggiudicherà la corsa, non stuprerete la moglie e non sevizierete il figlio. Ebbene, chi pensate che si impegnerà di più nella corsa e che alla fine arriverà primo al traguardo?

La tesi è ardita ed elegante. Propone un ribaltamento dello schema pavloviano sostituendo il rinforzo positivo con il rinforzo negativo. Però, se mi si consente una riflessione, già lo stesso Pavlov dimostrò che volendo elicitare al massimo una risposta, un comportamento, nulla è meglio del rinforzo a schema variabile. Il topolino abbassa la leva e ogni tanto cade una pallina di formaggio. Poi non succede nulla per 100 abbassamenti di leva. Quindi, improvvisamente, ne cadono 25 palline. Che funziona anche sull' uomo è evidente: basta pensare alle slot machine. O all'asservimento totale nei confronti del gentil sesso. In entrambi i casi il rinforzo positivo arriva a schema variabile, imprevedibile.
Quindi, io mi permetto di suggerire al nuovo Guru, Philip J. Porro, le virtù del Random Marketing.
Cercherò di farvi anch'io un esempio. Fate conto di prendere tre uomini nelle stesse condizioni, in buona salute e della stessa età, e di farli entrare in un centro commerciale. Esponeteli a una comunicazione con promesse differenziate. Al primo uomo, se comprerà articoli per oltre 500 euro, regalerete l’ultimo modello di frullatore e lo eleggerete il tipo più cool del quartiere. Mentre al secondo, prometterete di seviziargli la moglie, a meno che non spenda almeno 10 euro. Al terzo, infine, offrite una possibilità su 10.000 che la commessa glielo succhi. A patto che compri per oltre 1000  euro. Ebbene, chi pensate che si impegnerà di più?
Non siate prevedibili, nessun marito odia a tal punto la moglie. Nessuno si fermerà a 9 euro. E nemmeno a 500.



postato da: KTTB alle ore 06:27 | Permalink | commenti (20)
categoria:comunicazione, marketing, societĂ 
Add to Technorati Favorites