Tra settembre e dicembre ho passato, come lettore, un periodo strano. Non trovavo un solo libro che mi catturasse. Due li ho mollati dopo poche pagine. Il terzo l'ho trascinato sino a pagina 250 (su 330) prima di ammettere con me stesso che anche quello mi stava annoiando orrendamente.
Cominciavo a chiedermi, come un reduce da reiterati fallimenti amorosi
"forse sono io il problema".
Poi, una domenica mattina, nel blog di Mizio, ho letto un commento di Livepaola che citava due romanzi: Il racconto dell'ancella e I figli degli uomini.
"Riproviamoci" mi sono detto e li ho ordinati via internet.
Non ero io il problema. Tra il 21 dicembre e ieri ne ho letti sei.
Ve li consiglio.
In cambio chiedo qualche dritta anche a voi, giusto per scongiurarmi un altro periodo da lettore frustrato. Mi mette di cattivo umore :)

I figli degli uomini (Oscar Mondadori)
scritto da una donna, nel '92
quando aveva passato i settanta.
Eppure non sembra. E per il tempo che racconta, il 2021
e per il tipo di scrittura.
La premessa drammatica è forte:
a partire dal 1996 gli uomini sono sterili
la specie umana non ha più un futuro
le città si svuotano
e non solo quelle.

Il racconto dell'ancella (Tea Due)
E' uno di quei romanzi in cui
scopri la storia un po' alla volta
e nel mentre fai mille congetture
per spiegarti quello che vedi.
Ho scritto apposta "vedi" e non "leggi".
Ha la capacità
di farti vedere le cose
anche quelle di cui non parla direttamente
e che viviamo oggi, a volte senza vederle.

Tokyo Blues (Feltrinelli)
riesce a essere
un racconto delicato sull'amore
qualsiasi amore
pur tirandoti ripetuti cazzotti
al fegato, commuovendo
senza mai essere sdolcinato
o romantico.
Sicuramente agrodolce.

Maruzza Musumeci (Sellerio)
Una favola che sa di mare, d'altri tempi
quasi arcana
anche se si svolge nel novecento.
Mi ha ricordato certe storie
che mi raccontava una signora greca, era nata a Samos,
quasi 40 anni fa. Si chiamava Urania.
E in effetti, nella nota
Camilleri racconta di essersi ispirato a una storia
che gli avevano narrato ai tempi dell'infanzia.

NIdo vuoto (Sellerio)
Ha per protagonista Petra Delicado
una specie di Montalbano al femminile
che fa l'ispettore di polizia in Spagna.
Letteratura "di genere", non ti sorprende
ma piacevole come certe chiacchierate oziose
quando non hai voglia di usare troppo la testa.
In realtà "Nido vuoto" è il quarto o quinto di una serie
quindi, per chi ama l'ordine, meglio partire dai precedenti.

Il pittore di battaglie (Tropea)
Necessariamente pittorico e aggiungerei
teatrale, vive di un personaggio principale,
un attore non protagonista, una comparsa
e una presenza immanente:
l'assurdità della natura umana.
Evitare nelle fasi di pessimismo cosmico
può dare effetti collaterali.