adci | KTTB A Tutto Tondo verso parolamia
sabato, 17 maggio 2008
Il nuovo consiglio direttivo ADCI ha tolto la propria egida al Capitolo Freelance, l'associazione che riunisce i creativi "non assunti", "indipendenti", "temporaneamente a spasso", "partite iva" scegliete voi l'etichetta. Ne ho sentite troppe. 

Non ne conosco il motivo ufficiale e non ho elementi per un giudizio sulla questione.
Vorrei però condividere alcune riflessioni.

Il nuovo consiglio ha fatto capire sin dall'inizio di voler perseguire con decisione l'obiettivo primario del Club enunciato nell' articolo 2.1.2  dello statuto.
"Obiettivo primario è quello di migliorare gli standard della creatività nel campo della comunicazione e delle discipline ad essa collegate. Promuovere la consapevolezza dell'importanza di questi standard all'interno della comunità aziendale, istituzionale e del pubblico in genere, in Italia e all'estero.

Marco Cremona, in particolare, aveva indicato nella sua bozza programmatica la volontà di  “ di ridare centralità al Club ricompattando l'associazione attorno ai temi fondanti: la valorizzazione della creatività italiana in tutte le sue forme e la centralità dei creativi.”

Non ne ha illustrato la strategia per ora, ma ci ha dimostrato una discreta propensione all'azione, piuttosto che alla discussione.
La comunicazione e le spiegazioni arrivano in seguito.
La cosa, non mi dispiace in assoluto.
Ho visto anni di discussioni portare a decisioni che non scontentavano tutti, ma non accontentavano davvero nessuno.
Di solito poco utili.
In questi primi due mesi il nuovo consiglio si è trovato all'inseguimento. Ma ha preferito non rimandare l'azione. Emblematico il caso della Portfolio Night. Quando è uscita la notizia dell'edizione italiana a 40 euro, sono stato tra quelli che hanno stigmatizzato il prezzo più alto del mondo.
Il consiglio ADCI è stato molto reattivo nel notare il tam tam della  giungla blogosferica e disponibile nel rispondere a tutte le domande.

Ci sono molti "giovani", nel nuovo consiglio, a iniziare dal Presidente. Virgolette d'obbligo quando si parla comunque di uomini di 35 anni suonati. Non sono d'accordo con chi li ha definiti avventati perché inesperti.
Io mi aspetto che nei prossimi giorni, il  consiglio spieghi le ragioni di questa scelta sul capitolo free lance.

Credo che sia molto importante una spiegazione. Una risposta a questa domanda:
perché il Consiglio Direttivo ha ritenuto il "capitolo freelance" non coerente con l'obiettivo strategico del club?

Da sempre sono allergico a parrocchie e sotto parrocchie. Da tempo considero i 260 euro di iscrizione ADCI una sorta di inserzione pubblicitaria, una presenza laddove ci si auto definisce   "il club che riunisce alcuni tra i migliori creativi italiani".
Ho sempre riscontrato una certa tendenza a creare delle sotto classificazioni "linneiane" dei distinguo tra soci di serie A e serie B, delle fasce di dubbia utilità. Non dovremmo sprecare tempo ed energie a stabilire tra noi chi è più bravo. Per questo, e per chi ci tiene, c'è il Mercato.

Io credo che la "categoria dei creativi" dovrebbe oggi correre verso una direzione comune, al di là del valore professionale dei singoli.
Disquisire tra assunti e free lance è poco attuale. Quale sia il trend lo sappiamo tutti. E' non credo che la maggioranza dei 200 soci adci sia data da dipendenti.
Non mi pare sensato affermare che il nuovo consiglio non voglia riconoscere il  capitolo free lance perché "gli sfruttatori non possono salvaguardare gli sfruttati". Sfruttati si diventerà tutti se continueremo a litigare per cazzate come i lapis; se non troveremo norme di comportamento comuni, di fronte ad offerte economiche imbarazzanti che si accettano solo per paura che un altro possa dire di sì.

Lasciatemi citare Gianni Lombardi quando cita Enzo Baldoni:

(Enzo)Ha sempre sostenuto una tesi di grande importanza per creativi e consulenti freelance: i creativi risolvono i problemi, perché hanno talento e lo sanno usare. Per questo creano valore, e questo valore deve essere riconosciuto.
I freelance, come i creativi in generale, devono essere consapevoli del valore che creano. Senza chi realizza creativamente il messaggio pubblicitario, uscirebbero pagine bianche e spot a camera fissa. Testi, immagini, audio e video sono il contenuto indispensabile su cui si regge tutta la comunicazione: pubblicitaria, editoriale, digitale e dell’intrattenimento.


In qualunque categoria professionale esistono delle oscillazioni di prezzi, anche molto ampie. Dipendono dal curriculum, dall'autorevolezza, dal passa parola, dalla faccia tosta. Ma esistono soglie al di sotto delle quali non trovi un professionista. Una visita specialistica medica parte da 80 euro e può arrivare anche a 500. Ma se vuoi pagarne 20 vai da uno stregone indonesiano e devi comunque pagarti l'aereo. Se vive a Milano ti chiederà di più.

Il problema vero di tutta la nostra categoria è "dare un valore alle idee, al nostro lavoro".  In Italia un professore di liceo classico con 20 anni di anzianità guadagna 1200 euro al mese. Un calciatore medio di serie A li guadagna in un due ore. Una velina in un giorno. Che piaccia o meno, facciamo parte di un sistema in cui guadagni per quello che fai guadagnare.

Noi siamo in grado di dimostrare alla "comunità delle aziende" quanto il nostro lavoro possa fruttare?

Non sarà facile. Ma è qualcosa che dovremmo fare. Svenderci singolarmente non ci aiuterà. Nè ci gioverà dare la sensazione alle aziende che siamo una litigiosa comunità capace solo di accapigliarsi su temi superficiali quali i  premi.
Ho persino il sospetto che dovremmo riscrivere l'articolo 2.1.2 dello statuto:

"Obiettivo primario è quello di migliorare gli standard della creatività nel campo della comunicazione e delle discipline ad esse collegate.
La stategia è promuovere la consapevolezza dell'importanza di questi standard e dimostrarla alla comunità aziendale.
(Dell' istituzionale e del pubblico in genere, in Italia e all'estero...possiamo pure fregarcene per un po').

Mi chiedo anche quanto l'annual sia uno strumento strategico in tale prospettiva. E' una domanda vera. Non ho la risposta.

Io auspico che passata la scarica di adrenalina e il testoterone dimostrativo, Consiglio ADCI e Capitolo Freelance ritrovino la volontà di discutere "con calma, serenità e pacatezza", in che modo questi due "raggruppamenti" possano operare coerentemente e congiuntamente in funzione di un obiettivo che non può essere più solo di un ristretto club. Dovrebbe essere condiviso da chiunque faccia e ami il nostro lavoro.

Andiamo oltre, insomma.
Al di là degli insulti anomini, delle distinzioni tra free lance illustri e  illustri sconosciuti.
Al di là delle perenni manifestazioni di infantilismo, in una categoria che ha un disperato bisogno di crescere, da tutti i punti di vista.
Andiamo oltre. E' l'essenza del nostro lavoro.
 
postato da: KTTB alle ore 11:11 | Permalink | commenti (8)
categoria:adci
lunedì, 05 maggio 2008
Il nuovo consiglio direttivo adci, eletto solo 51 giorni fa, è riuscito a organizzare anche per l’Italia questo evento che in altre parti del mondo è  giunto alla sesta edizione. Gli 80 posti disponibili sono andati via in pochissimo tempo. Cosa che fa riflettere sulla “fame”, sul bisogno di un’occasione del genere.
Che consigli si possono dare ai giovanissimi che GIOVEDI' avranno l’opportunità di  incontrare  tre dei migliori direttori creativi italiani?
Ci provo io, e prego altri senior di dare un contributo.

Immagine 2

1)    Fate una selezione impietosa. La tendenza  (umana e comprensibile) è di mettere tanto, troppo.
2)    Scegliete gli annunci perché rappresentano le vostre potenzialità, quello che siete, non solo perché sono usciti. I giornali pubblicano tutti i giorni pessime campagne.  Alla vostra età non avete responsabilità delle campagne approvate. Ma cosa inserire nel vostro portfolio dipende solo da voi.
3)    Mettere poche cose  (ma buone, secondo voi) aiuterà il colloquio. Eviterà perdite di tempo. Sfruttate ogni secondo per ascoltare i consigli, più che per difendere le vostre idee. Avrete di fronte ottimi copy e ottimi art, non  junior account. Se sollevano delle obiezioni è estremamente probabile che il vostro annuncio abbia dei buchi. A voi serve capire quali. Non raccontarvi che non ci sono.
4)    L’obiettivo massimo (il sogno) è che uno dei  tre DC riconosca in voi stoffa e temperamento  per fare questo lavoro e che il colloquio abbia un seguito. Ma l’obiettivo minimo (e non dovete fallirlo) è che tutti e tre i DC  vi diano feedback utili, a migliorare il vostro lavoro e, di conseguenza, il vostro portfolio.
5)    Non abbiate paura. Fatela la famosa domanda: “da quello che vedi, secondo te ho possibilità di fare bene questo lavoro?”.  Probabilmente è questo che volete sapere soprattutto.

Da chi ha provato questa esperienza a Londra, lo scorso anno, mi arrivano le seguenti indicazioni:

A)    più attenzione e interesse per “concept” ampi e declinabili in operazioni di comunicazione integrata
B)    Meglio un concept raugh che una banalità o un’idea zoppicante impaginata e finalizzata benissimo
C)    Più possibilità di sviluppi per le giovani coppie creative che per i “single”

Nota conclusiva
Del costo e dei motivi di questa PN italiana  si è parlato molto e abbiamo anche avuto tutti i chiarimenti (preziosi) da Alex Brunori.
Se avessi 25 anni di meno (oggi) avrei speso quei 40 euro. Lo scrivo perché alcuni giovani mi hanno posto la domanda in questi termini.

postato da: KTTB alle ore 14:00 | Permalink | commenti (7)
categoria:adci, portfolio night
martedì, 22 aprile 2008
Il Segretario dell’ ADCI, Gianguido Saveri, ha lasciato il seguente commento al post di qualche giorno fa:
"Confermo che i 40 Euri del "biglietto" corrispondono esattamente alla quota di iscrizione all'Art Directors Club Italiano (come "Studente ADCI"). Infatti chi compra il biglietto diventa "Studente ADCI" per tutto il 2008.
Questo significa che la partecipazione alla PortfolioNight 6 è a tutti gli effetti gratuita.
Chi si vuole iscrivere all'ADCI, ha ben 3 modi per farlo!
Vedere:
http://www.adci.it/dev/informazione.asp?infid=21
(e non ridite che il sito fa schifo, lo stiamo rifacendo da zero, sarà online a settembre, assiema tutto il resto...)
:-)"


Io ho l’impressione che mi sfugga qualcosa. Provo a rifletterci.
“La partecipazione alla portfolionight è a tutti gli effetti gratuita”
ci conferma Gianguido Saveri.
Però bisogna pagare 40 euro per partecipare.
“Sì, ma quella è la quota annuale per iscriversi all’ADCI come “studente adci”
 
E se volete solo partecipare alla Portfolio Night  ma non vi interessa essere
uno ”studente ADCI”?

E’ una domanda priva di senso.
Ci sono ben tre motivi per i quali vale la pena essere “studenti ADCI”. Come fate a non desiderarlo?!

Sono andato a cercare i tre motivi, anche se parte dell’url segnalato da Gianguido Saveri mi inquietava: http://www.adci.it/dev/informazione.asp?infid=21
Non ho trovato nessuna buona ragione. Solo le tre tipologie di membri:
membro standard, membro sostenitore e membro studente.

Provo allora io a darvi qualche buona ragione per spendere questi 40 euro:
1)credo (e spero) che questo vi dia diritto ad avere l’annual gratis
2)credo (e spero) che vi faccia ricevere  inviti a mostre e vari eventi organizzati dalll’ADCI
3)credo(e spero) vi dia la possibilità di partecipare anche ai momenti comuni del club (assemblea e giurie per l’annual escluse).
4)Essere soci studenti può darvi la possibilità di incontrare quegli stessi direttori creativi che magari braccate da mesi per un colloquio. E se siete spigliati, o vi inventate qualcosa, magari riuscite a strappare un appuntamento.
Mutate mutandis, è un po’ come dare a un giovane sceneggiatore l’accesso ai party di Hollywood.
5) Sono sicuro che come soci “studenti ADCI” potrete partecipare  alla PortfolioNight. Altrimenti non potrete beneficiare di questa opportunità. (e questo mi pare un po' una forzatura, ma pare non abbiate scelta)

Prima di versare i 40 euro, verificate i primi 3 punti. Inoltre, poiché Gianguido Saveri precisa che "
chi compra il biglietto diventa "Studente ADCI" per tutto il 2008, tenete presente che state pagando 40 euro per 7 mesi anziché 12. Quindi, pretendete annual e inviti. 


Il consiglio direttivo ADCI è nuovo e ha un lavoro enorme da svolgere. Nessuno è pagato per farlo e quindi si deve avere un po' di pazienza. Gli avvertimenti che vi ho dato non sono inviti a diffidare, quanto a chiarire prima. Per evitare equivoci che sono sempre spiacevoli.
Ciao :)

p.s.
Alex Brunori (socio del consiglio direttivo) ha appena postato un commento al post precedente con ulteriori informazioni e chiarimenti.


 




postato da: KTTB alle ore 09:15 | Permalink | commenti (20)
categoria:adci, portfolio night
venerdì, 14 marzo 2008
Si elegge domani il  consiglio direttivo dell’ADCI e, salvo sorprese dell’ultima ora, il nuovo presidente dell’ Art Directors Club Italiano dovrebbe essere Marco Cremona.
Il più giovane socio mai eletto a questo onere.

P3320584D
Non riconosco all’età né meriti né colpe, a priori.  Che si parli di giovinezza o di maturità. 
Personalmente trovo anche irrilevante che abbia vinto  Cannes, Clio, e altri prestigiosi premi internazionali. Ma questo dovrebbe tranquillizzare la parte più provinciale  del club.
Trovo molto interessante, invece, che questi premi li abbia vinti con campagne vere, oltre che belle e forti. Campagne che avevano un secondo insight: l’invito a immaginare un mondo migliore.
Ho da sempre un debole per chi mi fa sorridere e sognare.


Nel comunicato stampa inoltrato dalla segreteria ADCI, leggo anche che la bozza programmatica del candidato  “verte sulla necessità di ridare centralità al Club ricompattando l'associazione attorno ai temi fondanti: la valorizzazione della creatività italiana in tutte le sue forme e la centralità dei creativi.”

Non ho la minima intenzione di dare consigli ma voglio dire alcune  cose sull’argomento.

-La valorizzazione della creatività italiana in tutte le sue forme è il primo punto dello statuto ADCI. Meraviglioso sentire che venga ricordato.

-Per  perseguire questo obiettivo dovremmo dedicare i nostri sforzi al ricostruirci una credibilità presso gli uomini di marketing. Perché senza il cliente, l’azienda, non si fanno grandi campagne.
Al massimo annuncini e fake campaign.

  -Un annual zeppo di campagne fake, finte, uscite una volta grazie alla compiacenza di un cliente  conciliante o inconsapevole, non migliorerà il vissuto che l’uomo di marketing medio ha della nostra categoria professionale: macchiette da happy hours che pensano a cazzate come i premi mentre l’economia è in crisi”


Negli ultimi anni, diversi  direttori marketing e amministratori delegati mi hanno citato ad esempio la campagna Telecom "Gandhi", quella stessa campagna che i creativi ADCI votarono come migliore tre anni fa.
Come dire, che quando l’idea è forte, consistente, rilevante, eccetera, mette d’accordo tutti.
A quella campagna lavorò anche  Marco Cremona.
La prima volta che la vidi  pensai fosse stata pensato all’estero. Visioni del genere sono rare in Italia.

Per questo credo che Marco Cremona potrebbe persino raggiungere l’obiettivo indicato nella sua bozza programmatica. Il primo requisito per raggiungere i sogni è averne.

p.s.
votate anche Matteo Righi come consigliere. Ha fatto un lavoro enorme e di qualità.

postato da: KTTB alle ore 09:39 | Permalink | commenti (1)
categoria:sogni, pubblicitĂ , adci
Add to Technorati Favorites