Portfolio Night London: raccontata da un'italiana. | KTTB A Tutto Tondo verso parolamia
mercoledì, 07 maggio 2008
Grazie all' adci, 80 giovani creativi e/o aspiranti potranno mostrare il proprio portfolio a tre direttori creativi. Succederà domani, al Nabar, a partire dalle 17.00. Il programma ufficiale lo trovate QUI
Spero che Zarathustra non mi accusi ancora di buonismo se, sempre nell'ottica "possibili consigli", posto l'esperienza di un'altra copywriter alla PN londinese 2007.

nabar
Portfolio Night London

È aprile dell’anno scorso quando scopro che esiste la Portfolio Night.
In Italia non la fanno, ma a Londra sì.
È davvero un’occasione unica: ho la possibilità di fare vedere i miei lavori ai più importanti direttori creativi delle più importanti agenzie inglesi (e quindi delle più importanti agenzie del mondo), spendendo solo 10 pound.
Insomma: voglio andarci. Faccio tutte le cose che devo fare: seleziono le campagne che mi piacciono di più, le traduco, l’art me le reimpagina, e sono pronta.

È l’inizio di maggio e arrivo a Covent Garden. Da sola.
Prima cosa da evitare a Londra: andare da ‘single’. I DC vogliono vedere le coppie. Su tre direttori che ho visto, due mi hanno chiesto dove fosse il mio art, con il terzo mi sono trattenuta dal dire che si era sentito male, e mi sono dichiarata ‘single’ solo perché gli altri due DC lo sapevano.

Ma non è stato però quello ‘il problema’.
Il feedback che ho ricevuto da tutti e tre i direttori creativi è stato, come doveva essere, più sul mio portfolio che sul mio ‘stato civile’.
Tanto per iniziare nessuno dei tre era interessato a vedere campagne finalizzate.
Vogliono vedere le idee. Vogliono i concetti.
Non importa se la campagna è vera o meno.
Preferiscono dei rough, ma integrati all’interno di una strategia.
È come un concetto o un’idea sia stretchabile in una campagna integrata che interessa (e più creativi sono i media su cui lo declini meglio è).
Perché il futuro (sarebbe meglio dire il presente) è nelle campagne integrate.
Me l’hanno ripetuto tutti e tre. Lo vediamo ogni anno a Cannes.

E, a proposito di Cannes, sull’aereo del ritorno non ho potuto fare a meno di chiedermi se quello sguardo un po’ compassionevole, che mi hanno riservato quando sedendomi dicevo che ero italiana, fosse solo un mio ‘complesso d’inferiorità’ o  dipendesse dalle figure che non facciamo a Cannes. Non lo so.
So solo che tutti quelli con cui ho parlato mi hanno chiesto la stessa cosa:
ma cosa succede alla pubblicità in Italia?
 

postato da: KTTB alle ore 11:06 | Permalink | commenti (5)
Commenti
#1   07 Maggio 2008 - 13:49
 
interessante il racconto della copy.
in effetti gli inglesi sembrano poco interessati all'execution, probabilmente perché in uk le scuole sfornano ottimi graphic designer con continuità.
ma scommetto che buona parte dei dc presenti domani sera faccia parte della razza "se non vedo non capisco".
e lì l'execution paga.
utente anonimo

#2   09 Maggio 2008 - 08:08
 
Appoggio i creativi inglesi: le idee si valutano da un rough, non dalla sua esecuzione. In italia un copy che ha dei titoli di alto livello male impaginati non viene scartato a priori da molte agenzie.
Per quanto riguarda la questione, anzi la question "dov'è il tuo art?" non la trovo fondamentale. La coppia non dovrebbe essere vincolante.

fabio




utente anonimo

#3   09 Maggio 2008 - 09:45
 
però la coppia è di facile inserimento.
per un dc trovare una coppia che funziona vuol dire togliersi l'80% delle rotture.
utente anonimo

#4   09 Maggio 2008 - 10:06
 
Bella domanda. E la copy in questione, che ha risposto?
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#5   12 Maggio 2008 - 19:33
 
Ciao, anche io ho partecipato al portfolionight ma a Milano e da non studente, lavoro da circa 8 anni, e devo dire che è stato utile. se vi interessa la mia esperienza fate un salto sul mio bog, un saluto! luisella
utente anonimo

Commenti

categoria:portfolio night
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