KTTB A Tutto Tondo verso parolamia
venerdì, 30 novembre 2007
La Publicis di Stoccolma firma per conto di Amnesty International questa campagna contro le mutilazioni genitali femminili.
campagna contro l
Sono due milioni, ogni anno, le giovani donne vittime di questa "pratica". Forse è vero che la democrazia non può essere esportata, ma questo è uno di quei temi che invoglia a considerare per lo meno l'esportazione del "calcio in culo" se non addirittura della castrazione, in nome della legge del "TAGLIONE"
Immagine 3L'idea creativa non è di quelle che ti fanno pensare "io non ci sarei arrivato", ma è prodotta bene e gli scatti sono molto belli.  In Italia non possiamo fare gran che di concreto per il problema. Ma approfittiamone per riflettere sulle mutilazioni che anche qui, nel quinto o sesto paese più industrializzato, infliggiamo all'altra metà del cielo. Mi riferisco a cose come i 3 anni e 2 mesi di detenzione media scontata dagli stupratori. Andrebbero stuprati i legislatori. Mi riferisco alla mutilazione delle carriere. Delle mie coetanee che hanno cominciato il mio stesso lavoro nei primi anni ottanta, praticamente nessuna è diventata direttore creativo.
Mi riferisco anche all'utilizzo che nei nostri media si fa dell'immagine femminile. Troppo spesso è una mutilazione alla dignità.  Per chi non mi conosce specifico di non essere sessuofobico.
"La figa" , in questo blog, ha addirittura una categoria. Subito sopra Leonardo e Leopardi .
Mi riferisco, infine, al fatto che per quanto riguarda le pari opportunità siamo (vado a memoria) intorno al centesimo posto nel mondo. Ma roba che siamo dietro a paesi come l' Uganda, il Kenia, la Bolivia...
Domani regalate una rosa a un'amica. E chiedetele scusa, anche se non sa giocare a Subbuteo.
 

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categoria:pubblicitĂ 
venerdì, 30 novembre 2007
TheJoker84
Flavia, ho pensato che alla tua età mi sarebbe piaciuto un feed back strutturato e proveniente da più punti di vista, al posto dei monosillabici commenti medi:
“uhmm” “naaa” “carina” ecc.
Ho quindi segnalato il mio post sul tuo lavoro a 15 persone. E non solo a creativi (copy, art e un regista). Metà hanno esperienze significative in aziende molto importanti. Rappresentano l’altra metà del mondo insomma. Il Cliente.
Veniamo subito al feed back. Unanime l’apprezzamento per il concetto e il copy.
E’ una bella notizia, Flavia. Non era una “giuria” facile.
Tre copy molto bravi (io non mi conto) hanno detto che è buono.
Un regista ha scritto il commento che forse ti piacerà di più:
“La trovo un’idea intelligente, ambiziosa, aperta a moltissime iniziative di comunicazione legate al concetto e vintage al punto giusto.  Il concetto mi sembra molto attuale e moderno, niente che pensi solo al premio, è una buona idea.
Centro commerciale VS ebay,
Televisione VS youtube,
analogico VS digitale,
Official VS unofficial,
reale VS virtuale.
Bella. Io la assumerei.

Un Direttore Marketing, molto attento alla comunicazione e all’uso delle parole, ha scritto:

Bello il copy (Official sponsor of unofficial sports)
-Debole l’abbinamento a Pong, PacMan (va bene il revival ma fanno troppo anni ’70-’80) e tic-tac-toe (anni…? generazione di mia nonna?)
-Per lavorare sulla campagna ripartirei dal copy e cercherei esempi più “inspirational” di unofficial sports (il basket in sedia a rotelle? Gli amputati centometristi di cui si parlava un po’ di tempo fa? La mamma al supermercato a fare la spesa con tre bambini e rincorrerli tra le corsie?)
-Infine, lo sport deve essere qualcosa che fa sudare e la Pepsi alla fine potrebbe essere il premio che ti sei meritato e che ti disseta… altra ragione per cui definire “sport” i giochini di cui sopra è un po’ debole.

La mia opinione.
Il claim è buono. Poi si possono fare molte considerazioni sulla scelta dei giochi. Come già ti dissi, tendo a vivere i tuoi tre soggetti come un “kick off” interno.  Ma puoi giocarci molto con un claim del genere, declinandolo in un’infinità di media e modi, attuali e non. Adattandoli ai target. E’ un posizionamento potenzialmente “universale” e se vuoi combattere globalmente Coca Cola (non Fanta, non Sprite, non la Cedrata Tassoni)  ti servono cose del genere.

Faccio alcuni esempi, non meditati ma per intenderci.
Posso usare atleti handicappati (come suggerito in un commento). Nel momento in cui, alle Olimpiadi di Pechino, Coca dovesse essere on air con una delle sue campagne da Big sponsor, questa potrebbe essere una campagna che posiziona rispetto al competitor principale. Ma lo è anche se giro uno spot demenziale con atleti famosi che nel villaggio olimpico fanno una gara con gli aereoplanini di carta.
Oppure con i giocatori della squadra brasiliana che arrivano in spiaggia a ritmo di samba ma poi non si mettono a giocare a calcio come in Nike. Tracciano una pista con il culone di Ronaldo e ci giocano a biglie.
Posso prendere atleti da olimpiadi e farli competere come ragazzini in sport “unofficial” ma altrettanto divertenti se non di più di quelli “official”. Sicuramente più spensierati, puliti lontani da doping, denaro ecc.
Posso fare dei poster da piazzare in quelle centinaia di baretti di paese (l’Italia non è solo milano) mettendo come visual le carte da briscola.
Posso addirittura fare un tie up con una marca di sex toys (o come cazzo si chiamano) per sostenere “official sponsor of unofficial sports”
Insomma, posso persino giocarmela sul sesso ma in modo intelligente (binomio raro) in tutta una serie di viral, spoofing, ma anche spot istituzionali (se ben calibrati).
Posso farci molte cose. Per questo lo trovo un concetto buono.

Quasi quasi mi viene voglia di lavorarci su e andare da Pepsi a proporre la prima campagna internazionale nata in un Blog. Ehi, Zarathustra, che dici, ci possiamo provare?

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giovedì, 29 novembre 2007
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categoria:pubblicitĂ 
giovedì, 29 novembre 2007
Tutto è nato da uno scambio di email tra me e Flavia Brevi.  Ho già scritto di lei il giorno dopo la prima edizione del pizzafolionight, organizzata grazie a Mizio e con la partecipazione straordinaria di Riccardo Garavaglia.
Flavia mi ha chiesto:
non è rischioso continuare a far vedere in giro il mio portfolio? Sono tutte idee mai uscite. E se qualcuno, anche in buona fede e senza ricordare dove le ha viste, le fa sue?
La mia risposta, forse paradossale, è stata:
più le fai vedere è più sarà difficile fregartele. Perché in tanti sapranno che sono tue idee. Potresti addirittura postarle in qualche blog.pepsi1

Ed eccoci qua. Mi piacerebbe che questa aspirante rubrica diventasse uno spazio vetrina per tutti i giovani che vogliono fare questo lavoro, hanno idee e talento ma continuano a sentirsi dire che è un periodo molto duro e difficile. Che non ci sono sbocchi. Che il sistema è ingessato. Che il mondo della pubblicità non è più quello di una volta. Che le agenzie non assumono. Quegli stessi giovani che in buona parte vengono poi rimpallati anche tre o quattro volte da grandi agenzie, in stage non retribuiti di sei mesi ciascuno. Magari dopo 5 anni di università e un Master.
Io penso che per i giovani brillanti, con idee originali, innovative e tanta voglia di sbattersi, sia il periodo più bello e ricco di opportunità degli ultimi 20 anni.  Un nuovo mondo e con confini più ampi, non ristretti all’Italia, se si sanno usare i nuovi linguaggi.

pepsi2
Non vuole essere una rubrica fissa.
La sua eventuale  periodicità dipenderà dal coraggio e, soprattutto, dalla spensieratezza dei partecipanti.

Questa prima campagna entrata è inedita. Non è stata né commissionata né presentata al di fuori dei colloqui con direttori creativi.
Non voglio dare nessun commento personale. Mi piacerebbe lo faceste voi. Il mio parere, semmai, lo darò in un secondo tempo. Alla diretta interessata l’ho già dato due mesi fa.
A tutti gli eventuali “aspiranti allo sbaraglio”  che volessero partecipare, vi basterà contattarmi via email o PVT.


pepsi3

Credits:
Copywriter: Flavia Brevi
Art Director: Alessandro Grimaudo
Agency: http://simplyaddicted.splinder.com


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mercoledì, 28 novembre 2007
Questa mi diverte e al tempo stesso mi lascia un interrogativo. Si capisce? Io ho intuito il senso e indovinato il marchio al primo "ding" dell'ascensore. Ma sono un uomo e ho in mente una cosa sola: la pubblicità.
Alcune amiche non hanno capito nemmeno dopo aver visto il marchio. Voi che ne dite?


YOU TUBE l'ha tolto, non so perché. Cliccate QUI

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martedì, 27 novembre 2007
Qualcuno mi ha fatto notare che le campagne italiane sono meno interessanti perché  le aziende (i clienti) vogliono risparmiare sulla produzione. Non è la prima volta che sento questa tesi e può anche darsi che ci sia un fondamento di verità.
Qua trovate tre produzioni ma una sola idea, secondo me. Qual è secondo voi?
Per quanto riguarda i costi, il primo spot è il più caro (400/470 mila euro) a scalare gli altri.
Siamo sicuri che siano i soldi a fare la differenza?

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categoria:pubblicitĂ 
lunedì, 26 novembre 2007
I duecentosessanta milioni di euro richiesti al Governo Italiano dai principi piccoli (i Savoia) hanno fatto incazzare  il mio Cliente più importante, il Presidente della Santa Claus Corporation. Così, oggi, sono costretto a cedergli la parola. Al di là della mia connaturata “pronattività”, lo sapete anche voi,  il cliente ha sempre ragione.


Emanuele Filiberto,
ti ricordi quando mi scrivevi le tue letterine  dal collegio svizzero?
Le ho conservate tutte. Erano particolari. 
In una mi chiedevi un’autopista a 18 corsie per giocarci contro la servitù. In un’altra mi ordinavi il Subbuteo, l’edizione World Cup,  ambientato allo stadio di Wembley. Con tanto di 80 mila mini comparse che all’inno nazionale si alzassero in piedi cantando God save The Prince. Te lo ricordi piccolo principe? Arrivasti addirittura a costringere tutti i bambini del collegio svizzero a scrivermi, chiedendo dei regali faraonici. Credevi non me ne sarei accorto? Per qualche anno no, in effetti. Sai avevo tanta posta da evadere. Poi mi resi conto che tutte le richieste provenienti da una certa località si chiudevano con la stessa frase:
“non chiedo questi regali per me, li voglio donare all’arfanotrofio di Losanna”. 
Ti perdonavo sempre. Perché eri piccolo e perché capivo il tuo dramma.
Una volta mi scrivesti  “ti prego regalami un papà che non sia il più scemo del reame”. Ti ho esaudito anche questo desiderio. Ora tuo padre è il più scemo della Repubblica. E’ il momento che tu dia qualcosa a me.
Ti chiedo solo 260 milioni di euro. Un atto, diciamo, dovuto.
Non li spenderò per me, farò beneficenza, aprirò anche un centro per ritardati mentali. 
E la porta sarà sempre aperta, per te e per tutta la tua famiglia.
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categoria:babbo natale
domenica, 25 novembre 2007
Per approfondimenti, segnaliamo Wilhelm Reich e la teoria dell' orgone.

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categoria:pubblicitĂ , sessualitĂ 
sabato, 24 novembre 2007
Siamo quello che mangiamo. Vale  per il cibo, vale per i pensieri o le “forme pensiero” che lasciamo entrare tutti i giorni. Per questo, ogni settimana, cerco di vedermi almeno venti buone campagne. L’esercizio che mi sono dato in questi ultimi giorni è stato di trovare 4 commercial che mi colpissero per il pensiero senza strapparmi per forza una risata.
Per tutta una serie di ragioni, le campagne che vincono di più ai festival sono quelle che fanno ridere.
Ma noi dovremmo essere in grado di usare tutti i colori della tavolozza, non fermarci solo alle sfumature dello humor, dell’ ironia o del paradosso.
Quelli che propongo in questo bigio sabato, sono i 4 pensieri che mi hanno colpito di più.





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categoria:pubblicitĂ 
venerdì, 23 novembre 2007
Accostamenti incauti
Mesi a discure di posizionamento, poi guarda come ti posiziona i poster la concessionaria. Viene da chiedersi a chi abbia fatto più male.  Ma immagino le risate dell'attacchino.


Immagine 10------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

sicurezza su qualunque stradauna buona idea per vendere il piacere di una guida sicura.
sicurezza copia
un' idea copiata  per un marchio concorrente.

sicurezza degenerataun'idea degenerata.


E ora tenetevi forte

postato da: KTTB alle ore 09:03 | Permalink | commenti (1)
categoria:pubblicitĂ 
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