sabato, 04 luglio 2009
Il senato ha definitivamente approvato il ddl "sicurezza", manca solo la firma del Presidente Napolitano.
Esattamente 11 anni fa, un poeta e presidente
negro lasciò una sorta di testamento spirituale in cui si augurava che nord e sud fondessero le proprie culture.
Si chiamava Senghor e aveva oltre novant'anni.

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Prima di lasciarvi al suo "testamento-appello", vi invito a leggere anche questa "testimonianza" di un'amica che ho letto ieri su facebook.

Ieri sono andata nel mio solito bar a bermi una birretta.
Ho trovato però qualcosa d'insolito: una camionetta dell'esercito.
Faceva tanto Teheran o Bagdad.
(sarà la moda del momento)
Mi sono messa ad osservare uno dei militari che ne sono scesi.
Giacchè lo stavo fissando, lui mi ha chiesto se andasse tutto bene.
Ho condiviso così la mia considerazione: "La vostra tuta mimetica qui fa tutto tranne che mimetizzarvi, pensavo."
La battuta è stata di suo gradimento e così abbiamo parlato un po'.
Il suo compito, mi ha spiegato, è quello di dare la caccia agli extracomunitari.
Fermarli, perquisirli, e arrestarli.
(Non li arrestano davvero: le carceri sono piene, quindi li tengono in stato di fermo e poi li invitano a tornare dopo 5 giorni. "Non tornano mai" mi ha spiegato. Alla terza volta che uno viene beccato, però, viene "rispedito al suo paese")
Il procedimento, mi ha spiegato, non avviene così in scioltezza.
Se l'extracomunitatio "fa storie o fa il furbo", si becca una maganellata d'incoraggiamento sulle gambe. Così tira fuori prima i documenti, sempre che ce li abbia.
Certo: perchè loro - l'esercito (che dovrebbe essere all'estero in zone di guerra, ma grazie al PROVVEDIMENTO SICUREZZA - che non inasprirà gli animi, è in CENTRO A MILANO) sono autorizzati a picchiare preventivamente. Che non si sa mai.
E poi "sti extracomunitari sono tutti o delinquenti o spacciatori, quindi.."
"Ma non ti senti in colpa?" ho chiesto io, buttandola sull'ingenuità onde evitare di farmi arrestare.
La risposta è stata sintentica quanto eloquente: "No, anzi."
"E quando li trovate con la droga?" ho chiesto (senza essermi ripresa dallo shock del pestaggio). "La droga va all'antidroga, che dovrebbe portarla in un posto e bruciarla"
"Secondo me mica la bruciano tutta" - dico io.
"Beh, ovvio: ognuno ha i suoi vizi, no?" ridacchia lui.

E dopo poco se ne sono andati "a caccia".
Che bella l'Italia
.



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categoria:societĂ 
mercoledì, 01 luglio 2009
Preannunciata ieri dalle principali riviste internazionali di settore on line, è uscita  la nuova campagna Levi's firmata Wieden+Kennedy Portland.
Il commercial e la campagna in generale sembrano voler rispolverare l'antico spirito pionieristico, quello che nell'immaginario  ha fatto grande l'America. Nello spot le parole sono di Walt Whitman quello di "capitano, mio capitano!" per intenderci.
Ho addirittura il sospetto che la voce sia davvero quella del poeta. Evidentemente recuperata da qualche registrazione di fine '800.




La sensazione è che Levi's stia un po' brancolando alla ricerca di un posizionamento forte quanto quello che la caratterizzò negli anni '80 e '90 del secolo scorso (fa effetto scriverlo).
In quel periodo tutte le campagne Levi's avevano un filo conduttore: il mondo puro e libero della giovinezza, incontaminato dai compromessi. Lo stesso Odissey di inizio millennio si legava a quel concept. Ora sembrano voler recuperare la "giovinezza" dell'intero paese, un' adolescenza tempestosa ma carica di promesse. Probabilmente mi sto scrivendo addosso. Ma è evidente la virata rispetto alla campagna BBH unbottoned, uscita alla fine del 2008. Mi riferisco in particolare al soggetto premiato a Cannes settimana scorsa e girato da Ringan Ledwige. E a proposito di Cannes, le foto della nuova campagna stampa Levis sono di Ryan Mc Ginley, che ha appena vinto il grand prix stampa con Wrangler. E in qualche soggetto (per esempio il secondo) la confusione tra i due marchi è in agguato...like an animal.

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Cosa c'entra il titolo? C'entra, c'entra.
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categoria:comunicazione, pubblicitĂ 
domenica, 28 giugno 2009
Ieri sera, all'apertura della cerimonia finale dei Cannes Lions 2009, Mr. Lubars ha aperto la categoria Film con  "eight years later" il meraviglioso e più visto viral del 2008, al quale avrei dato d'ufficio il GP.
Grand Prix che è invece andato a Philips Carousel, corto, realizzato da Tribal DDB Amsterdam e girato da Adam Berg. Lo postai il 19 aprile, insieme al suo "making of", con un vago senso di premonizione. Pensai cioè che avesse le caratteristiche per vincere il grand prix ma non era il mio preferito. A parte il già citato e fuori concorso "eight years later", le idee che più mi hanno emozionato sono state T mobile "life's for sharing" (oro), canal plus "versailles" (oro), sagami "love distance" (oro) e las vegas "chinchilli day" (escluso dalla short list).
Per quanto riguarda l'Italia, malgrado qualcuno parli di disastro è andata in realtà molto bene. Abbiamo raccolto secondo me più di quello che riusciamo a esprimere al momento.
Come si usa dire valutando il medagliere olimpico, la forza di un movimento sportivo  è espressa più dai quarti e quinti posti che non dai podi. In questo senso, il valore della pubblicità italiana è ben rappresentato dalle 2 short list su una novantina di iscrizioni (2%) nella categoria film. Non è un disastro, solo una "fotografia". Giusto per dare un riferimento, nel 1986 ne piazzammo dodici su circa 240 iscrizioni (5%).
Speravo in un leone per Publicis Milano.  Mi immaginavo "stay slim" davanti a  jumpers e free styler della Duval Guillaume (che ha vinto il quarto bronzo). Così non è stato. Oro (miglior utilizzo della musica)  e bronzo invece per Flora by Gucci che come la maggior parte dei commercials della sua categoria, mi lascia tutto sommato indifferente. "Egoiste" era un'altra cosa.






Vi lascio con il riepilogo del palmares italiano a questa edizione di Cannes.
 
MEDIA LIONS Oro BACI PERUGINA, Armando Testa
MEDIA LIONS Bronzo BWIN online poker, Arnold
MEDIA LIONS Bronzo COCA COLA Illumina Milano, JWT

Cyber Lions Bronzo
NEW ZOOGAMI BEER, SAATCHI & SAATCHI Roma

Young Lions Competition (cyber) Oro,
Antonio Di Battista  e Massimiliano Bibbo.

PRESS Bronzo MUSEO DEL FUMETTO, JWT

OUTDOOR Bronzo MUSEO DEL FUMETTO, JWT
OUTDOOR Argento SUPERATTAK, DDB


FILM Lions
Oro FLORA by GUCCI, REM (Best use of music)

Bronzo FLORA by GUCCI, REM
Short listed "stay slim- roulotte" by Parmalat Publicis



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categoria:cannes lions 2009
venerdì, 26 giugno 2009
Nella mia "soffiata" di ieri mattina non avevo incluso la short list di "Gucci Flora perché è uno di quei commercial che mi lascia abbastanza tiepido. Colpa mia, ovviamente. Come è colpa mia se  ho trascinato qualunque romanzo di Virginia Woolf. Alcune aree del mio gusto estetico sono del tutto insensibili. Di alcune forme di bellezza colgo la "grandezza" solo razionalmente ma "I can't get no statisfaction".
Per di più Gucci è in short list nella categoria "miglior utilizzo della musica"  altra cosa che mi lascia tiepido. La categoria intendo, non la musica. L'arrangiamento di "I feel love" è sicuramente interessante in questo spot.  Mi appassiona però di più valutare le possibilità italiane nella categoria A01 savoury foods dove, toccando di tutto, lo spot Publicis "stay slim" (Gasbarro e Scotto Di Carlo) è la migliore idea. Ma giudicate anche voi. Ecco i concorrenti.













Gli ultimi due lavori sono della Duval Guillaume (Brussels) già distintasi con tre bronzi a questo festival (uno nella radio e due nel direct). Auguro loro di confermarsi. E lasciare a "stay slim" metalli più splendenti.

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categoria:pubblicitĂ , cannes lions, cannes lions 2009
giovedì, 25 giugno 2009
Il commercial non l'avevo ancora visto, l'idea è molto carina. (By Gasbarro e Scotto di Carlo)


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categoria:pubblicitĂ , cannes lions 2009
giovedì, 25 giugno 2009
A inizio settimana ho visto il commercial BMW ideato da BCube e che fa parte di un progetto di comunicazione integrata. Mi è piaciuto e ho trovato molto interessante il concetto, tanto che l'ho linkato su facebook. Ne è nata una conversazione con un direttore creativo (art) e una copywriter di altre due agenzie, presto degenerata in indegne cialtronate. Copio e incollo solo le considerazioni sul commercial che non trovo su you tube ma che potete vedere cliccando sull'immagine.

quelli dellart
io invece trovo che bmw così facendo si metta al livello di un brand giapponese o italiano qualsiasi.
Creatività simpatico-furbetta, casting-location semipovere (castello sforzesco!!!! aridatece vigorelli!) e una musica da 40enni in crisi di mezz'età. orribile la cover degli alphaville. insomma, mi garba nulla.
si era capito?

copy
il concetto è centrato però

io
bello il concetto, coerente il trattamento. Lo stile Vigorelli non mi pare molto da "quelli dell'ultimo banco". Quante cose migliori avete visto in Italia (vere) negli ultimi dodici mesi?

art
boh, a me sembra una robetta che tra un mese non ci ricorderemo. la "vecchia" bmw era un riferimento per creativi, clienti e registi. un brand che parlava un linguaggio unico, roba da nike e pochi altri. per me bmw made in dlv è la case history degli ultimi 10 anni di pubblicità italiana. di questo sì che sono invidioso. non di un film che andrebbe bene per il cornetto algida col fondo in cioccolato...


Voi che ne pensate?


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categoria:pubblicitĂ 
mercoledì, 24 giugno 2009
Forse sono terribilmente fazioso, irrimediabilmente irriducibile. O forse, pur capendo i perché e i per come, ogni volta ci metto un po' a metabolizzare l'entità dei successi elettorali del nostro Premier. Insomma, probabilmente la mia comincia ad assomigliare a una fissazione maniacale, ma questo commercial MTV (by La Comunidad, Argentina) non vi ricorda certe promesse elettorali?


By the way, martedì sera, la messa in onda di "Citizen Berlusconi" ha procurato a Current TV un ascolto medio superiore a Sky Uno e Fox Crime. Forse siamo in tanti a non credere alle promesse dell'uccello.
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categoria:pubblicitĂ , societĂ , tv
martedì, 23 giugno 2009
Molto contento per l'argento di Attack che ai tempi postai quasi con quella tenerezza scaramantica che si riserva ai cuccioli di specie a rischio estinzione. Meritato anche il bronzo di JWT. Entrambe le campagne le ho postate nuovamente ieri, saputo della short list. Non so nulla del progetto italiano che ha vinto l'oro nella categoria media (non era già successo lo scorso anno a LAFRA?).

Vi lascio a un decalogo che mi ha divertito, pubblicato da Methodical Madness. Lamenta il fatto di essersi rotto le palle di ascoltare spekers che, con accenti diversi, ripetono a pappagallo le stesse cose ormai ascoltate da anni (si riferisce all'Europa, non all'Italia)
 
1.    ”It’s not about advertising, it’s about engagement.”
2.    ”Print’s days are numbered.”
3.    ”You don’t want to advertise, you want to have a conversation.”
4.    ”It’s about having a great narrative, a great story.”
5.    ”Advertising is no longer a one-way process. The consumer can now talk back to you.”
6.    ”You have to let go when it comes to the controls for your brand online. Consumers will take it anyway.”
7.    ”Online banner and display advertising is a broken model.”
8.    ”The next big breakthrough will be centered around mobile devices.”
9.    ”Social media is not a fad, it’s here to stay.”
10.    ”Consumers are ’always on’.”
postato da: KTTB alle ore 18:40 | Permalink | commenti
categoria:comunicazione, cannes lions 2009
martedì, 23 giugno 2009
Nelle agenzie sane deve secondo me esistere un continuo e acceso dibattito indipendentemente dalle età e dalle esperienze che si confrontano.
In cOOkies si "scontrano" a volte due posizioni.
A "questo paese è marcio o, nella migliore delle ipotesi incompetente e bisogna lavorare all'estero" si contrappone "andarsene è spesso un modo di scappare da quello che non siamo abbastanza bravi ad affrontare. Ci porteremo questa incapacità ovunque."
Personalmente credo che come in qualunque gaussiana, i "clienti benedetti" siano tanti quanti "quelli maledetti". In mezzo c'è una ampia fascia di esseri umani con i quali è necessario saper comunicare. Il problema è esserne costantemente capaci. Dedico queste riflessioni di John Hunt ai miei amati "biscotti" e a tutti i colleghi che non si stancano di provare ad avere relazioni alla pari con gli uomini di marketing. Che siano creativi o account.

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Se TBWA vuole essere una dieci agenzie più creative del mondo deve guardare a ogni cosa in modo nuovo.
John Hunt, World Creative Worldwide racconta come in questa intervista letta su Mad-blog

1. Cambiamo il modo di dare un brief.
I nostri brief devono essere più visivi. Non devono necessariamente includere un sacco di note. E non devono per forza essere fatti in agenzia. I brief, specie quelli per grandi campagne, dovrebbero essere "ispiranti". Per esempio, recentemente abbiamo preso il brief per una marca di pasta in un ristorante italiano. E' incredibile cosa siano in grado di ottenere l'Opera e le penna all'arrabbiata.

2. Invita il cliente durante il briefing ai creativi
Può suonare leggermente radicale, ma funziona sul serio. Renderai il cliente più partecipe alla sua campagna e la presentazione non sarà più la prima volta che vi vedete Adotta questa linea e ti assicuro che migliorerà la tua percentuale di campagne vendute al primo giro


3. Pensa di più a come confezioni le tue idee
Troppe idee non vedono la luce del sole perché confezionate malamente. Sfortunatamente, nei premi come nelle  presentazioni al cliente, il tuo lavoro è tanto buono quanto lo è il modo in cui è stato confezionato. In Sud Africa hanno fatto un radio per Jungle Oats, dei cereali per la prima colazione che promettono di rendere più forti i ragazzi. Si voleva che suonasse come una vecchia canzone Zulu. Questo è qualcosa di abbastanza complesso da vendere ma non  se chiedi a 100 ragazzi di Soweto's Room 13 (leggi scuola ndr) di cantarla per te.

4. Per avere più risposte buone, poni migliori domande.
Una grande idea spesso origina da una domanda perfetta. Quindi non chiedere al cliente solo qual è l'entità del suo investimento. Chiedigli anche quale sia il reale problema del suo business. Un cliente ti lascerà fare un grande lavoro se tu comprendi davvero il suo business. Non dobbiamo essere solo fornitori di pubblicità ma, piuttosto, architetti della marca.

5. Dividi e Comanda è diventato Condividi e Comanda

Per diventare quell'architetto, l'agenzia deve lavorare come un team. Se ci sono barriere tra client management, creativi, planners eccetera, dovrebbero diventare invisibili. Differenti discipline non devono diventare l'alibi per lavorare a compartimenti stagni. I nostri clienti sempre spesso più hanno bisogno di  risposte "sincretiche" ai loro crescenti problemi. Al cliente  non interessa da dove provengono le risposte sinché gli si risponde.

6. Serve un'idea, non un semplice annuncio.

Il nostro lavoro deve avere effetto sul comportamento del target, non limitarsi a riempire un media schedule. Non fraintendetemi, spesso una grande idea può essere tradotta in un mainstream media ma quello che voglio dire è che se si vuole incidere sul comportamento dell'audience, sappiate che non esiste più solo l'advertising convenzionale.
postato da: KTTB alle ore 09:16 | Permalink | commenti
categoria:comunicazione, mission
lunedì, 22 giugno 2009
JWT Italy short listed @ Cannes 2009
Advertising Agency: JWT Italia, Milan, Italy
Executive Creative Director: Pietro Maestri
Art Directors: Cristiana Boccassini, Flavio Mainoli
Copywriters: Bruno Bertelli, Paolo Cesano
Illustrator: Manlio Truscia


PATTEX WOOD

Advertising Agency: DDB Milan, Italy
Executive Creative Director: Vicky Gitto
Art Director: Ricard Valero
Copywriter: Alessandro Mian
Photographer: Andrea Melcangi
Postproduction/CGI: The Scope, Hamburg


postato da: KTTB alle ore 13:59 | Permalink | commenti (4)
categoria:cannes lions 2009
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